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2011 Superstars season review – Part 1: Bmw/Maserati/Chrysler/Chevrolet

The periods beetween the end of a season and the start of the next one is always a good moment for reviews: many championships come to an end and once champagne and tears have been cleaned it’s time to think about the season. And speaking about Superstars it’s been a thrilling year for big heavy v8 saloon enthusiasts. For me it was the first time to follow live an event and i’ve to say i’m sure i’ll come back soon: 3 or 4 years ago the trophy was a bit on the amateur side and cars were far from professional levels’ care and speed. But organizators were right and finally, after a learning period, tha championship counts many manufacturers and high rank teams so the overall level has grown really fast. With increased investments and skills involved in the projects cars are now evolving their solutions and shapes in more defined directions. The grid is a real pleasure for eyes thanks to the number of different manufacturers, colours and forms. Every brand has its points of strenght and weakness: for example Mercedes big engine ensures its drivers an unaccesible straight speed while Bmw low weight and chassis balance allows M3s to reach good speed through corners. The calendar offers a good mix of fast and winding courses so everyone has chances to be on top and to face difficulties sometimes. I realized the silhouettes of the cars that were on the stage last year: it will be interesting to check changes and differences for 2012 season.

I periodi che intercorrono tra la fine di una stagione e l’inizio di quella successiva  sono sempre ottimi momenti per le analisi: numerosi campionati sono finiti ed una volta che lo champagne e le lacrime sono stati ripuliti è tempo di pensare alla stagione. E parlando di Superstars è stato un anno davvero avvincente per gli appassionati delle grandi e potenti berline v8. Per me è stata ala prima esperienza riguardo questo tipo di eventi e sono sicuro che tornerò a vederlo quest’anno: 3 o 4 anni fa il trofeo era ancora un po’ troppo “amatoriale” e el auto erano ancora abbatsanza distanti da livelli dei cura e velocità professionali. Ma gli organizzatori erano sulla strada giusta  e finalmente, dopo un periodo di apprendistato e sperimentazione, il campionato può contare su un gran numero di marchi impegnati e squadre di primo livello  e di conseguenza il livlelo generale è cresciuto in maniera esponenziale. Con investimenti sempre più ingenti e maggiori capacità tecniche coinvolte nei progetti le vetture si stanno evolvendo con soluzioni e forme più definite. La griglia di partenza offre davvero un bel colpo d’occhio visto il gran numeor di costruttori, colori e forme differenti. Ogni casa ha i suoi punti di forza e talloni d’achille: per esempio il generoso motore Mercedes assicura assicura ai suoi piloti una velocità quasi irraggiungibile mentr eil peso ridotto e l’otitmo telaio dela Bmw le consentono grande appoggio e velocità di percorrenza in curva. Il calendairo offre una buona alternanza di piste veloci e tracciati più guidati cosicchè ognuno abbia la possibilità di sfruttare le proprie attitudini e quelle della vettura ed eventualmente trovarsi poi in difficoltà altrove. Ho realizzato le sagome dettagliate di tutte le auto che prendevano parte al campionato del 2011: sarà interessante controllare cambiamente e differenze nel corso della stagione 2012.

I start from Bmw beacuse is one of the most involved brand in this series: it has been part of the Superstars Championship since its origin. Many cars have been developed to attempt reaching the top, from old M5 E39 to the previous 5-series sedan but at the moment the E90 / E92 are the chosen ones. The 2 doors E 92 is the most succesful one and its only limit is the little displacement of its engine (4200 cc): Bmw engineers worked hard to improve its chassis to fill the gap with more powerful cars. Thanks to this great involvment bavarian cars and their drivers managed to win 4 times the International Trophy and 3 times the Italian one.

Inizio con Bmw perchè è uno die marchi maggiormente coinvolti in questa serie: ha fatto parte del Campionato Superstars fin dalle sue origini. Sono state sviluppate numerose auto nel tentativo di raggiungere la vetta, dalla vecchia M5 E39 fino alla penultima Serie 5 berlina ma al momento sono la M3 E90 ed E92 ad essere le prescelte. La E92 2 porte è il modello vincente degli utlimi 2 anni ed il suo unico limite è nella cubatura del motore (4200 cc): gli ingegneri della casa bavarese hanno lavorato sodo sulla telaistica per ridurre il distacco dalle altre auto più potenti. Grazie a questo grande sforzo le M3 ed i loro piloti hanno conquistato 4 Titoli Internazionali e 3 Titoli Italiani.

The 3 cars from BMW Italia show the same colors with small differences in sponsorships

Le 3 auto del Team BMW Italia presentano la medesima colorazione con solo alcune differenze nelle sponsorizzazioni

RGA Sportmanship run up to 3 cars in 2011: they used a totally different bodykit, someway inspired to the ALMS / LMS factory M3.

La RGA Sportmanship ha schierato fino a un massimo di 3 vetture per la stagione 2011: utilizzavano un kit carrozzeria totalmente differente, ispirato per certi dettagli alle M3 GT2 ufficiali schierate nell’ALMS e nell’LMS.

Campos Racing cars have national flag stripes on the hood for the two drivers (Spain and Turkey). They used different body packages and rims during the year so i put two completely different solutions to show more details.

Le auto del Campos Racing hanno i colori delle bandiere nazionali (Spagna e Turchia) dei loro piloti a decorare la parte frontale. Hanno utlizzato differenti componenti aerodinamica e cerchi nel corso dell’anno per cui ho scelto di rappresentare 2 soluzioni “tipo” molto differenti tra loro.

Many E90 M3 (5 doors) are still used by Team Movisport with different drivers behind the wheel. The car is a little less “extreme” than its coupè cousin.

Alcune M3 E90 (versione a 5 porte) vengono ancora impiegate dal Team Movisport con vari piloti ad alternarsi dietro al volante. La vettura ppare un po’ meno “estrema” della cugina coupè.

#99 car has been driven both by Alex De Giacomi and Alessandro Garofano during the season. Their sponsorhips theme was a little different but basically the same white livery.

L’auto numero 99 ha visto impegnati sia Alex De Giacomi che Alessandro Garofano durante la stagione. I loro sponsor erano leggermtne differenti ma hanno condiviso il medesimo schema cromatico su base bianca.

Same goes for #73 car which was shared by Ivan Tramontozzi and Sandro Bettini. – Stessa cosa per la numero 73, condivisa da Ivan Tramontozzi e Sandro Bettini.

The last of their E90i is driven by former 2004 champion Francesco Ascani. – L’ultima delle E90i è affidata a Francesco Ascani, campione nel 2004.

Team Movisport runs also an E92 M3 for Francesca Linossi: it has a standard bodykit with Team BMW Italia wheel arches and Campos Racing front bumper. The vented hood is similar to RGA Sportmanship version while the back wing is the same of the E90.

Il Team Movisport porta in pista anche una M3 E92 per Francesca Linossi: ha una veste aerodinamica standard con i passaruota allargati del Team BMW Italia ed il paraurti frontale del Campos Racing. Il cofano finestrato è simile alla versione del RGA Sportmanship mentre l’alettone posteriore è lo stesso delle E90.

To complete the Bmw section we’ve to mention a couple of 550i: one by Caal Racing and one by Team Movisport. The previous 5 series was a popular base because it matched perfectly championship rules: a big 4 doors saloon with a powerful V8 engine. The superfast M5 couldn’t be use due to its screaming v10 unit (not allowed). With the introduction of the new generation M3s the 550 became soon oudated and replaced but they’re still good to see in their big figure.

Per completare la sezione dedicata alle Bmw dobbiamo menzionare un paio di 550i: ona portat in pista dalla Call Racing e l’altra schierata dal Team Movisport. La generazione precedente della serie 5 era una base piuttosto popolare poichè rientrava perfettamente nelle regole del campionato: una grande vettura a 5 porte con un potente motore V8. la velocissima M5 non poteva essere utilizzata per via del suo poderoso  V10 (non ammesso). Con l’introduzione delle M3 di nuova generazione la 550i è risultata ben presto superata e quindi sostituita ma è bello vederne  ancora qualcuna in tutta la sua aggressiva stazza.

The Caal Racing model is totally painted in blue, the same tone that the team uses for the two C63 AMG it runs in addicition to this 550i. Also some aero details are similar to the ones used on the Mercedes.

L’esemplare della Caal Racing presenta una livrea interamente blu, la stessa tonalità impiegata sulle 2 C63 AMG  che la squadra porta in pista oltra a questa 550i. Anche alcuni dettagli aerodinamici risultano simili a quelli impiegati sulla Mercedes.

The 550i from Movisport is slightly different from its “sister”: wheel arches are a bit raw but the front bumper gives a nice impression of width. The back wing is the same of the Caal Racing model and the hood has 2 series of oulets to evacuate hot air from the engine bay.

La 550i della Movisport è piuttosto differente dalla sua “sorella”: i passaruota sono realizzati in maniera un po’ più grezza ma il paraurti anteriore le conferisce una piacevole impressione di larghezza. L’alettone posteriore è lo stesso della Caal Racing ed il cofano presenta 2 serie di fenditure per permettere la fuoriuscita dell’aria calda dal vano motore.

Maserati has been the most devastanting addiction to the series: first of all because the Maserati name is a motorsport legend and then because the Quattroporte from Swiss Team, with the great Andrea Bartolini behind the wheel, won the championship on its first attempt. It probably is one of the biggest racing car i’ve ever seen in my life: the 18 racing tyres seems to disappear inside the super-wide fenders and although its engine is smaller then some competitors it managed to stay on top in almost all the events. The engine is a 4.7 liters with about 490 hp, a good amount but not such huge when you’ve to push a car with this mass.

Quello di Maserati è stato uno degli ingressi più dirompenti in assoluto all’interno della serie: primo perchè il nome Maserati è di per sè una leggenda degli sport motoristici, secondo perchè la Quattroporte dello Swiss Team con il velocissimo ed esperto Andrea Bertolini al volante ha subito conquistato la Corona Internazionale. E’ probabilmente una delle auto da corsa più voluminose che io abbia mai visto: le coperture da corsa da 18 pollici sembrano scomparire all’interno dei larghissimi passaruota maggiorati e, nonostante la cilindrata ridotta, è riuscita a rimanere nelle posizioni che contano per tutti gli eventi della stagione. Il motore è un 4,7 litri  in grado di erogare circa 490 cavalli, una buona somma ma non cpsì esagerata quando c’è da spingere una vettura di queste dimensioni.

Chrysler 300C SRT8 is probably the most cartoonish car on the grid: this year the MRT by Nocentini team used a truly recognizable livery with a fluo yellow and green alternated with matte black. It can count on a big 6.1 liters Hemi V8 engine with a huge torque, very useful to carry the not-so-slim Chrysler. Unfortunately i couldn’t hear the noise of the 300C because in Monza it wasn’t ready to race but i had the chance to observe it in the flesh and check its details: it was exposed in the paddock, near the Lexus Is-F (more on that later) and i can tell it’s even more impressive when youare next to it. During the season some sponsors changed but the overall look of the model remained the same. Team MRT was plagued with issues due to low reliability of the engine, i hope they’ll be back in 2012 to solve them.

La Chryssler 300C SRT8 è probabilmente la macchina più in stile cartone animato sulla griglia: quest’anno il Team MRT by Nocentini l’ha portata in pista con una riconoscibilissima livrea giallo e verde fluo alternato con nero opaco. L a vettura può contare su un generoso motore Hemi V8 6,1 litri con una grande coppia. utile quando c’è da portarsi a spasso la non leggerissima Chrysler. Sfortunatamente non sono stato in grado di vederla in azione nè di sentire il suo rumore perchè nel primo appuntamento a Monza non era ancora in condizioni di gareggiare ma ho potuto osservarla da vicino nei dettagli:  era esposta nel retro die box, vicino alla Lexus Is-F (di cui parlerò più avanti) e posso testimoniare che dal vero è ancora più impressionante. Nel corso della stagione c’è stato un avvicendamento di sponsor ma il look generale della macchina è rimasto pressochè invariato. Il Team MRT è stato afflitto da diversi problemi dovuti all’affidabilità del motore , spero torneranno nel 2012 e riusciranno a rilsolverli.


The Chevrolet Lumina CR8 is a big four door saloon from GM: it shares the same basis of the Holden HSV Clubsport R8 and the Vauxhall VXR8 GTS. Under the hood sits a big LS2 6 liters engine with more than 400 hp and 550 Nm of torque. The car keeps on showing a godd potential and in my opinion it’s one of the most menacing model on the grid: if features an aggressive front bumper with huge intakes and a peculiar back wing with voluminous vertical  supports. It’s said that in 2012 a new team will hit the tracks with the Lumina, i’m really curious to see if they’ll be able to exploit all its strenght!

La Chevrolet Lumina CR8 è una grande berlina 3 volumi del gruppo GM: condivide la stessa base della Holden HSV Clubsport R8 e della Vauxhall VXR8 GTS. Sotto il cofano c’è un robusto motore V8 LS2 da 6 litri con più di 400 cavalli e più di 55 kgm di coppia. La macchina dimostra da un paio d’anni il suo potenziale e per quanto mi riguarda credo sia una  delle vetture più minacciose sulla griglia: sfoggia un aggressivo frontale con grandi prese d’aria ed un caratteristico alettone posteriore con voluminosi supporti verticali. Secondo le voci nel 2012 un nuovo team allestirà 2 o 3 Lumina per affrontare il campionato, sono davvero curioso di vedere se riusciranno a sfruttarne i punti di forza.


Best of 2011 – Part2

As promised in the previous post here are the remaining 40 shots of the best of 2011.

Come promesso nel precedente post  ecco i 40 scatti rimanenti del best del 2011.

41 – Canon EOS 450D  –   F-stop f/5.6  –  Exposure 1/500 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-1600  –  Focal lenght 80mm

When you can play with the light (and win :)) it’s always a pleasure to take photos. I’m not particularly addicted to flash, i prefer trying to exploit the natural factors, my skills and my camera regulations to capture the image and the flavour i desire. This Porsche sitting in the pit is a good example of what i mean: simple, clean, good reflections, no signs of external invasions. Less is more.

Quando si può giocare con la luce (e vincere :)) è sempr eun piacere scattare foto. Non sono un gran estimatore del flash, preferisco cercare di sfruttare i fattori naturali, le mie capacità e le regolazioni della macchina per catturare le immagini nel modo che desidero. Questa Porsche in attesa nei box è un buon esempio di ciò che intendo: semplice, pulita, bei riflessi, nessun segno di intervento esterno. Less is more.

42 – Canon EOS 450D  –   F-stop f/3.5  –  Exposure 1/160 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-1600  –  Focal lenght 18mm

In this case i desired an immaculate atmosphere: being a legendary Lancia 037 i wanted to obtain something that goes beyond time. No heavy contrast or strange perspective, just describe with respect.

In questo caso desideravo un’atmosfera immacolata: trattandosi di una leggendaria Lancia 037 volevo ottenre qualcsa che andasse oltre il tempo. Nessun contrasto eccessivo, solo descrivere con rispetto.

43 – Canon EOS 450D  –   F-stop f/4  – Exposure 1/200 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-100  –  Focal lenght 28mm

Nature, again. When you’re waiting for the next race you start looking around to find something cool: and then you understand trees like this have seen hundreds races, champions, cars, bikes, challenges. Silent spectators of motorsport history. A few minutes after i took this picture i saw some guys who were trying to shoot in my same positions!

Natura, nuovamente. Quando si aspetta la partenza della gara successiva si inizia a guardarsi intorno in cerca di qualcosa di figo: e così ci si rende conto che alberi come questo hanno visto centinaia si gare, campioni, auto, moto, sfide. Spettatori silenziosi della storia degli sport motoristico. Pochi minuti dopo aver scattato quest’immagine ho visto alcuni ragazzi intenti a provare a scattare nella stessa posizione in cui ero io.

44 – Canon EOS 450D  –   F-stop f/4 –  Exposure 1/4000 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-400  –  Focal lenght 70mm

What happens to a racecar that goes off the track? This. I think it’s a really nice detail to capture the stones beetween rim and tire after an “excursion”.

Cosa accade ad una vettura da gara quando esce dal tracciato? Questo. Credo sia un bel dettaglio catturare le pietre rimaste tra il cerchio e la gomma dopo un'”escursione”.

45 – Canon EOS 450D  –   F-stop f/5.6 –  Exposure 1/125 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-400  –  Focal lenght 300mm

Races are not only matter of technology, science, mechanics: they’re about people, sometimes legend. I remember the first time i saw Valentino in the flesh, it was maybe 1998 and it was starting his incredible career. Now it’s almost impossible to get close to him so i’m proud of the style of this image: i managed to find a hole in the net and through the structure of a terrace capture him greeting the crowd.

Le corse non sono solo questione di tecnologia, scienza, meccanica: sono fatte dalle persone, a volte leggende. Ricordo ancora la prima volta che vidi Valentino dal vero, era se non sbaglio il 1998 ed era all’inizio della sua incredibile carriera. Ora è pressochè impossibile avvicinarsi a lui per cui sono abbastanza orgoglioso di quest’immagine: Sono riuscito a trovare un buco nella rete ed attraverso la struttura di una gradinata catturarlo mentre ringrazia il pubblico.

46 – Canon EOS 450D  –   F-stop f/5.6 –  Exposure 1/400 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-400  –  Focal lenght 80mm

The 458 is undoubtly a marvelous car. it’s an absolutely eye-grabber, especially in a race suite. Its volumes are perfectly balanced and details are lovely designed. The round tail lights and red/yellow colors are just iconic marks for Ferrari so i liked enhance them in a different way.

La 458 è senza dubbio un’auto meravigliosa. E’ una cattura-sguardi, specialmente in tenuta da gara. I suoi volumi sono perfettamente bilanciati e i dettagli sono progettati divinamente. Le luci posteriori rotonde ed i toni rosso/giallo sono segni iconici per la Ferrari per cui mi è piaciuto enfatizzarli in un modo differente.

47 – Canon EOS 500D  –   F-stop f/11 –  Exposure 1/160 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-200  –  Focal lenght 18mm

I challenge you to find something cooler than a slammed bug. The color combination in my opinion enhance the scene: dry terrain, hot sunny end-summer day, purple car, chrome wheels and a VW bus that reflects on the door.

Vi sfido a trovare qualcosa di più figo di un vecchio maggiolino ribassato fino a toccare il terreno. La combinazione di colori a mio avviso fa risaltare la scena: erba secca, giorno caldo di fine estate, auto viola, ruote cromate ed un furgoncino VW che si riflette nella portiera.

48 – Canon EOS 450D  –   F-stop f/16 –  Exposure 1/250 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-1600  –  Focal lenght 28mm

Simmetry is important in my opinion : when i shoot to a new car, especially in international salons, i always try to have a clear vision of the proportions and lines. This matte white Mercedes SLS AMG was on display this year in Geneve and i appreciate how the clear finishing comes out of the dark background.

La simmetria è importante secondo il mio modo di vedere: quando immortalo un’auto nuova , specialmente nei saloni internazionali, cerco sempre di avere una visione chiara delle proporzioni e delle linee. Questa Mercedes SLS AMG bianco opaco era esposta all’ultimo Salone di Ginevra e apprezzo come la  finitura chiara esca dallo sfondo scuro.

49 – Canon EOS 500D  –   F-stop f/18 –  Exposure 1/60 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-800  –  Focal lenght 47mm

A 32 Ford in hot rod suite launching at full throttle on the drag strip. I don’t think there’s anything else to say.

Una Ford del ’32 in veste di hot rod si lancia a tavoletta sul quarto di miglio. Non credo serva altro da aggiungere.

50 – Canon EOS 500D  –   F-stop f/3.5 –  Exposure 1/100 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-800  –  Focal lenght 20mm

This detail belongs to a rusty bobber called Nautilus. It would deserve tons of pics but i thought it was cool to capture that small gauge on the right carter with a good depth of field.

Questo dettaglio appartiene a un bobber rat chiamato Nautilus. Meriterebbe un  sacco di foto ma ho pensato fosse divertente prendere quel piccolo manometro analogico sul carter destro con una bella profondità di campo.

51 – Canon EOS 450D  –   F-stop f/5.6 –  Exposure 1/500 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-100  –  Focal lenght 119mm

The Porsche 911 GT3 RSR is a cool machine and a proved track weapon. The way this model took the Variante Alta in Imola was so aggressive that it deserved a proper shot.

La Porsche 911 GT3 RSR è un gran mezzo ed un’affidabile arma da pista. Il modo in cui questo esemplare affrontava la Variante Alta di Imola era così aggressivo da meritarsi uno scatto appropriato.

52 – Canon EOS 500D  –   F-stop f/5 –  Exposure 1/30 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-3200  –  Focal lenght 57mm

I don’t like flash (i guess i told you just a hundred times, sorry!) so i always have to invent something to get the images i want. The line up of Super 2000 cars in the dark after the last special stage is pretty cool in this way.

Non amo il flash (credo di avervelo già detto un centinaio di volte, scusate!) così devo sempre inventare qualcosa per ottenere le immagini che voglio. Lo schieramento di Super 2000 nella notte dopo l’ultima prova speciale non è male in questa modalità.

53 – Canon EOS 450D  –   F-stop f/4 –  Exposure 1/200 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-100  –  Focal lenght 70mm

Many times people think that circuits that host F1 events are modern and futuristicly equipped. Well this is a good way to show that some history resists in its non-stop evolution.

Spesso si pensa che i circuiti che ospitano la F1 siano moderni e futuristici. Beh questo è un buon modo per mostrare che un po’ di storia resiste in questa evoluzione senza sosta.

54 – Canon EOS 450D  –   F-stop f/5.6 –  Exposure 1/2000 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-400  –  Focal lenght 80mm

Early in the morning you could be lucky enough to see beautiful landscapes like this.

La mattina presto si può avere la fortuna di incontrare paesaggi come questo.

55 – Canon EOS 450D  –   F-stop f/7.1 –  Exposure 1/250 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-1600  –  Focal lenght 28mm

Individual throttle bodies on a vintage Jag: keepin’ it simple shooting them with a straight layout.

Corpi farfallati individuali su una Jaguar d’epoca: ho mantenuto le cose semplici usando uno schema lineare.

56 – Canon EOS 450D  –   F-stop f/5 –  Exposure 1/1000 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-200  –  Focal lenght 149mm

The Peugeot 908 is just one of the most goorgeous prototypes of the last decade, a true pleasure for the eyes. Look at its composure while fast approaching curbs.

La Peugeot 908 è uno dei prototipi più filanti dell’ultima decade, un vero piacere per gli occhi. Guardate la sua compostezza mentre affronta i cordoli.

57 – Canon EOS 450D  –   F-stop f/8 –  Exposure 1/200 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-1600  –  Focal lenght 55mm

Vintage spare parts markets are always one of the best contexts to collect some peculiar image. Also for those who are not petroheads like me! Take this advice.

I mercatini di materiale storico sono sempre uno dei migliori contesti per trovare qualche immagine singolare. Anche per coloro che non sono espressamente appassionati come me! Prendetelo come un consiglio.

58- Canon EOS 450D  –   F-stop f/8 –  Exposure 1/500 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-800  –  Focal lenght 135mm

Being in front of the car that won last Le Mans 24 hours is definitely something that strikes you. All the dirt and race signs add tons of carachter. Love the quiet brute force that is hide inside the image.

Trovarsi di fronte all’auto che ha vinto la 24 Ore di Le Mans è sienza dubbio qualcosa che ti tocca. Tutti i segni e la sporcizia aggiungono ulteriore carattere. Amo la forza bruta ma cristallizzata che è nascosta in quest’immagine.

59- Canon EOS 450D  –   F-stop f/9 –  Exposure 1/320 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-400  –  Focal lenght 76mm

Tv always shows us action from the front but the real way to have an idea of turning speed and mechanical stress is to watch things from behind. It’s probably the most shocking thing if you’ve never been to a racetrack or ever seen a race car on a course. Probably because the point of view is somehow similar to the one we have when we’re driving but it’s a thing that must be seen – if you want to be a real enthusiast.

La tv ci mostra quasi sempre l’azione da davanti ma l’unico modo per farsi un’idea della velocità di percorrenza in curva e delle sollecitazioni meccaniche è guardare le cose da dietro. E’ probabilmente la cosa che colpisce di più se non si è mai stati ad assistere ad un evento o non si ha avuto l’occasione di vedere un’auto da gara su un percorso. Probabilmente perchè il punto d’osservazione è in qualche modo simile a quello che abbiamo quando siamo alla guida ma è qualcosa da vedere assolutamente se si vuol essere veri appassionati.

60- Canon EOS 450D  –   F-stop f/4 –  Exposure 1/400 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-100  –  Focal lenght 76mm

Around the tracks you can always find something interesting or strange to immortalize. This, for example, is the metallic structure of some tarraces in Monza.

Intorno ai tracciati si può sempre trovare qualcosa di interessante o strano da fotografare. Queste per esempio sono alcune strutture metalliche delle gradinate a Monza.

61- Canon EOS 450D  –   F-stop f/14 –  Exposure 1/100 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-1600  –  Focal lenght 50mm

Not always rain is synonym of bad luck. It could be used like a mirror to reflect objects and scenes. Check out for example this Lotus Eleven.

Non sempre la pioggia è sinonimo di sfortuna. Può essere usata come uno specchio per riflettere oggetti e scene. Prendete per esempio questa Lotus Eleven.

62- Canon EOS 500D  –   F-stop f/5.6 –  Exposure 1/2000 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-200  –  Focal lenght 135mm

The only thing i remember about this performance was the fear due to the out-of-mind noise level. So i’ve no advices about shooting a dragster, only be sure to have headphones with you!

L’unica cosa che ricordo di questo spettacolo è la paura dovuta al livello sonoro totalmente assurdo. Per cui non ho particolari consigli per chi vuol fotografare un dragster, solo assicuratevi di avere delle cuffie!

63- Canon EOS 500D  –   F-stop f/5 –  Exposure 1/1000 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-200  –  Focal lenght 18mm

There are thousands and thousands of enthusiasts in the world and most of them have a reflex or a compact camera: so it’s easy to find many identical shots on blogs, forum, social networks…If you want to make something different or unique the only way is to find “different” points of view and to know exactly the distinctive features of the models you come upon. All Porsche 935 versions are absolutely stunning and true mines of details but for a true petrolhead the best of all is to see mechanical parts uncovered.

Ci sono migliaia e migliaia di appassionati nel mondo e molti di loro hanno fotocamere reflex o compatte: per cui è facile trovare molte foto simili se non identiche su blog, forum, social network…Se si vuol fare qualcosa di differente o unico l’unica via è trovare punti di vista alternativi e conoscere esattamente le peculiarità del modello in cui ci si imbatte. Tutte le versioni di Porsche 935 sono assolutamente stupefacenti e vere miniere di dettagli ma per un vero appassionato la cosa migliore è poter vedere la meccanica scoperta.

64- Canon EOS 500D  –   F-stop f/4 –  Exposure 1/2500 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-200  –  Focal lenght 29mm

The south of France is absolutely a lovely place. This view from a hill surely testifies it.

Il sud della Francia è una zona davvero piacevole. Questa vista da un’altura senza dubbio lo testimonia.

65- Canon EOS 500D  –   F-stop f/3.5 –  Exposure 1/2000 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-200  –  Focal lenght 18mm

When you find a good subject you usually find also a problem: many people noticed the same thing and want to shoot at it. So you’ve to wait to find the right moment and then, in photoediting, remove all the things that affect your image. For example there were at least 10 people around this Harley but thanks to the uniform background i managed to obtain a good effect in removing them.

Quando si trova un bel soggetto di solito si trova sempre anche un problema: molti avranno notato la stessa cosa e vorranno fotografarla. Così bisogna aspettare il momento giusto e poi rassegnarsi a rimuovere tutte le intrusioni indesiderate dall’immagine. Per esempio c’erano almeno 10 persone attorno a questa Harley ma grazie al terreno uniforme sono riuscito ad ottener eun effeto credibile dopo la rimozione.

66- Canon EOS 500D  –   F-stop f/5 –  Exposure 1/125 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-200  –  Focal lenght 52mm

When racing cars are sitting in their truck they emanate an idea of pending power, somthing that can’t stay too much time still. And when you’re passing near an anonimous lorry and you glimpse a pristine vintage Ferrari sleeping inside it’s a real excitment.

Quando le auto da gara sono sistemate nei loro camion emanano un’idea di potenza “in attesa”, qualcosa che non può stare ferma per troppo tempo. E quando si passa di fianco ad un container anonimo e, dando un’occhiata, si scorge una Feerari da cosa d’epoca  all’interno è qualcosa di davvero eccitante.

67 – 8 Photos merged to get a panoramic view

Another example of a panoramic view obtained using 8 photos in sequence. The curve is the “Double Droit de Beausset” in Paul Ricard circuit.

Un altro esempio di visuale panoramica ottenuta usando 8 differenti foto in sequenza. La curva è la “Double Droit de Beausset” del circuito Paul Ricard.

68- Canon EOS 500D  –   F-stop f/25 –  Exposure 1/60 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-200  –  Focal lenght 48mm

It’s hard to catch a car at full speed, harder to catch 2! This time is a Gt40 match, the red one younger than its cousin.

Non è facile catturare un’auto in velocità, peggio prendrne 2! Questa volta è una sfida tra GT40, con la rossa un po’ più giovane della cugina.

69- Canon EOS 450D  –   F-stop f/5.6 –  Exposure 1/500 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-100  –  Focal lenght 300mm

This could be a canvas and those black stripes could be paint: it would be an amazing abstract painting, dont’you think? Every sign on the asphalt is a piece of history, something that will phisically stay there and will give the track its carachter.

Questa potrebbe essere una tela e quelle strisce nere potrebbero essere vernice: sarebbe un fantastico quadro astratto, non pensate? Ogni segno sull’asfalto è un pezzo di storia, qualcosa che rimarrà fisicamente e contribuirà a dare al circuito il suo carattere.

70- Canon EOS 450D  –   F-stop f/3.5 –  Exposure 1/125 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-400  –  Focal lenght 20mm

No need to explain i suppose.

Non credo servano spiegazioni.

71- Canon EOS 450D  –   F-stop f/5 –  Exposure 1/100 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-1600  –  Focal lenght 43mm

The McLaren M8C is a legend on wheels. The emotion of being in front of such great icons is what makes hundreds kilometers look like nothing. I like how tha car stands out in the morning sun.

La McLaren M8C è una leggenda su ruote. L’emozione di essere davanti a una tale icona è quella che ti permette di non sentire le centinaia di chilometri fatte per vederla. Mi piace molto come la vettura si presenti nella luce del mattino.

72- Canon EOS 450D  –   F-stop f/29 –  Exposure 1/100 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-1600  –  Focal lenght 214mm

View of the 24H of Spa winner, the Belgian Audi R8, at full speed. Every year i see this car i find hard to believe how lovely its proportions are. One of the best looking racecar out there.

Una vista della vincitrice della 24 Ore di Spa, l’Audi R8 Belga, lanciata in velocità. Ogni anno che vedo quest’auto mi sembra impossibile constatare quanto le sue proporzioni siano perfette. Una delle più belle auto da corsa in questo momento.

73- Canon EOS 500D  –   F-stop f/5 –  Exposure 1/800 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-200  –  Focal lenght 52mm

The good thing about this image is that you can focus on many different aspects: for example the names on the rear, the uncovered mechanics, the vintage details, the particular position from where the photo has been taken (while everybody was watching it in front of it).

La cosa che rende valida quest’immagine è che ci si può concentrare su diversi aspetti: per esempio i nomi sul posteriore, i dettagli d’epoca, la meccanica parzialmente esposta, la particolare posizione da cui è stata presa la foto (mentre  tutti la stavano osservando di fronte).

74- Canon EOS 450D  –   F-stop f/5.6 –  Exposure 1/1000 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-200  –  Focal lenght 300mm

It’s hard to believe how much stress a racecar is involved into. Look at this GT3 RSR for example and at its surfaces: everything is covered in dirt, oil, bugs, dust. It’s tipical in endurance races and it’s one of the factors that give this cathegory its flavour.

E’ difficile credere a quali sollecitazioni sia sottoposta un’auto da corsa. Guardate per esempio questa GT3 RSR e le sue superifici: tutto è coperto di sporcizia, olio, polvere, insetti. E’ tipico delle massacranti gare di durata ed è uno dei fattori che conferiscono a questa categoria il suo fascino.

75- Canon EOS 500D  –   F-stop f/5 –  Exposure 1/800 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-400  –  Focal lenght 18mm

One thing i always try to enhance when i find the right occasion is contrast: i mean contrast beetween objects, situations, conditions. In this case i like the conflict beetween the Lola T290 from the 70s and the modern buildings of Paul Ricard circuit.

Una cosa che cerco sempre di sottolineare quando trovo le giuste occasioni è il contrasto: intendo i contrasti tra oggetti, situazioni, condizioni. In questo caso trovo interessante il “conflitto” tra la Lola T290 degli anni 70 e le moderne strutture del Paul Ricard.

76- Canon EOS 450D  –   F-stop f/4 –  Exposure 1/500 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-1600  –  Focal lenght 38mm + Canon EOS 500D  –   F-stop f/8 –  Exposure 1/640 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-800  –  Focal lenght 37mm

Before and after: this is how races act on cars.

Prima e dopo: è così che le corse intervengono sulle vetture.

77- Canon EOS 450D  –   F-stop f/4 –  Exposure 1/4000 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-500  –  Focal lenght 70mm

In some periods of the year you can observe nice natural phenomenons, like this discarded cicada skin. There is plenty of them in track like Monza or Imola in may.

In alcuni periodi dell’anno si possono osservare simpatici fenomeni naturali, come questi involucri di cicala andonati. Se ne trovano a centinaia intorno a tracciati come Imola o Monza  in maggio.

78- Canon EOS 450D  –   F-stop f/4 –  Exposure 1/4000 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-500  –  Focal lenght 70mm

Another backlight shot: i appreciate how the light draws the volumes of this 962 Porsche.

Un altro scatto in controluce: apprezzo come la luce disegni le linee di questa Porsche 962.

79- Canon EOS 500D  –   F-stop f/5 –  Exposure 1/800 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-400  –  Focal lenght 50mm

Family affair: the starting and warming procedure of a 3000 hp dragster is a work of unbelievable complexity. It needs 3-4 people to check every part is working properly: no mistakes are permitted when you go beyond 300 km/h.

Affari di famiglia: la procedura di avviamento e riscaldamento di un dragster è un lavoro di incredibile complessità. Sono necessarie almeno 3 o 4 persone per controllare che ogni parte funzioni correttamente: non sono ammessi errori quando si viaggia in pochi secondi oltre i 300 km/h.

80- Canon EOS 500D  –   F-stop f/5 –  Exposure 1/800 sec.  –  Sensitivity ISO ISO-400  –  Focal lenght 50mm

Last but not the least, a marvelous historic F1 car: this model is a Williams from 1982 and was driven by Keke Rosberg. Watching these cars around track is the best way to understand how fast technology grows in motorsport racing.

Ultima, ma non per importanza, una magnifica F1 storica: quest’esemplare è una Williams del 1982 ed era guidata da Keke Rosberg. Osservare queste macchine girare in pista è il miglior modo per realizzare quanto velocemente cresca la tecnologia nelle corse motoristiche.


Magnifier on Bmw Z4 GT3: 2010 -> 2011 – Part 1

You never have to stop if you want to keep up against competitors. Especially when there are so many of them and so many newcomers. It’s a good way of thinking for every situation but it applies well in racing automotive. And GT3 is probably the most fast-growing cathegory at the moment. In 2010 the line-up was made by Ferrari, Lamborghini, Porsche, Alpina, Audi, Bmw, Ford, Chevrolet, Aston Martin. This year the company has been joined by the Mercede Sls Amg, New Ferrari 458 , Mclaren Mp-12c, Aston v12 Vantage and Nissan Gtr: the last three will make their real official debut next year. Now you can see how high is the level of  competitiveness in this championship: and i’m not speaking only for the Fia GT3 but also for all those trophies which adopt GT3 rules like the Blancpain Endurance series, Gt Open and many national championships. With so many guys who are there only to beat you, the only way to stay on top is keep on working and improve every detail and every part you can. And that’s exactly what Bmw has done. The z4 is – under the aerodynamic aspect – one of the most complex car on the grid. The reason is quite simple. If you compare the road going versions of all the competitors you’ll see that they’re all supercars or track-spec vehicles. The z4 instead is a more reasonably priced car, something that costs less than a half compared to its rivals. For these reason and being the slowest car of them all in standard version Bmw technicians had to work hard to fill the gap: first of all a new engine, the 4.4l v8 from the M3 Gt2 with approximately 500 hp (515) and 515 Nm of  torque. Then they lowered and widened the chassis in order to achieve turning speed, lateral grip and balance. The bodywork is mainly made of carbon fiber reinforced plastic and is composed of  a new front bumper with a trapezium-shaped big air intake for radiators and brakes cooling ducts. Front fenders have an interesting design, studied to channel air over them, rear fenders have a similar form. The hood has two big vents to evacuate hot air from the engine bay. But the most elaborate part is the back end. The original shape of the bumper has gone to house a big diffuser and exhaust mufflers over it. The supports of the back wing are a couple of vertical fins that start just over the diffuser.  This solution was on the 2010 model and allowed to keep clean the zone of the trunk. A smaller wing was placed half way beetween the main wing and the trunk border. It’s a very refined project and a good example of form-follows-function philosophy: and the good news is that the car looks great, a true crowd favourite. The z4 showed a great potential in 2010, with fourth place in drivers championship and third in team championship. For the 2011 season Bmw Motorsport decided to go for an overall upgrade: the total width has been increased, a new and bigger rear wing is fixed differently than previous one, doubled canards, new mirrors. To be precise front width has been raised from 1605 to 1623 mm and rear width from 1630 to 1667 mm. Now check all these features in detail with some sketches.

Non ci può mai fermare se si vuole rimanere al passo con gli avversari. Specialmente quando ce ne sono così tanti e altrettanti ne arrivano in continuazione. E’ un ottimo modo di pensare per ogni situazione ma si applica particolarmente bene alle corse automobilistiche. E il GT3 è probabilmente la categoria che si sta sviluppando più in fretta in questo momento. Nel 2010 la griglia era composta da Ferrari, Lamborghini, Porsche, Alpina, Audi, Bmw, Ford, Chevrolet, Aston Martin. Quest’anno si sono aggregate La Mercedes con l’Sls Amg, La nuova Ferrari 458 Italia: l’anno prossimo sarà il debutto in forma ufficiale per Mclarene Mp4-12c, Aston Martin V12 Vantage e la Nissan Gtr. Ora potete capire quale sia il livello di competitività in questo campionato: e non mi riferisco solo al Fia Gt3 ma in generale a tutti i trofei che adottano le regole delle auto GT3 come Blancpain Endurance series, Gt Open e numerosi campionati nazionali. Con così tanta gente che non aspetta altro che batterti, l’unico modo di rimanere nelle zone di vertice è continuare a lvorare e migliorare ogni componente ed ogni dettaglio possibile. Ed è esattamente ciò che BMW ha fatto. La Z4 è – sotto l’aspetto aerodinamico – una delle auto più complesse sulla griglia. La ragione è piuttosto semplice. Se si confrontano le versioni strdali da cui provengono le vetture dei contendenti si scopre che sono quasi sempre supercar o macchine pensate appositamente per la pista. La Z4 invece è un’auto dal prezzo ragionevole, in alcuni casi meno di metà delle avversarie. Per questo motivo, ed essendo l’auto originalmente più lenta, i tecnici BMW   hanno dovuto lavorare duro per colmare il distacco: per prima cosa un nuovo motore, il 4.4 litri V8 della M3 GT2 con circa 500 cv (515) e 515 Nm di coppia. Poi è stata ridotta l’altezza dal suolo ed incrementate le carreggiate per ottenere velocità di percorrenza, tenuta e bilanciamento. La carrozzeria è composta per la maggior parte di plastica rinforzata con fibra di carbonio e si articola su un nuovo paraurti anteriori con grande presa d’aria trapezoidale per radiatori e condotti di raffreddamento. I passaruota anteriori hanno un disegno interessante, studiato per canalizzare l’aria sopra di essi e quelli posteriori ne riprendono il concetto. Il cofano ha 2 grandi aperture per consentire l’uscita dell’aria calda dal vano motore. Ma la parte più eleborata è sicuramente la coda. La forma originale del paraurti posteriore è stata modificata per ospitare un grande diffusore e i terminali di scarico sopra di esso.  I supporti dell’alettone sono un paio di “pinne” verticali che partano proprio poco sopra il diffusore. Questa soluzione era sul modello 2010 e permetteva di lasciare completamente libera la zona del cofano posteriore. Un’ala più piccola è situata circa a metà strada tra il bordo inferiore dello spoiler principale ed il bordo della carrozzeria. Si tratta di un progetto molto bene rifinito ed un buon esempio della filosofia 2la forma segue la funzione”: e la buona notizia è che la macchina era ed è stupeda, una vera icona per gli appassionati. La Z4 ha mostrato un grande potenziale nel 2010, con un quarto posto nella classifica piloti ed un terzo in quella dei team. Per la stagione 2011 BMW Motorsport ha deciso di operare una revisione globale della vettura: la larghezza totale è stata incrementata, una nuova ala con un nuovo tipo di fissaggio ha trovato posto nella parte posteriore, nuove canard all’anteriore, nuovi retrovisori. Per essere precisi la carreggiata anteriore è passta ada 1605 a 1623 mm e quella posteriore da 1630 a 1667. Ora osserviamo in dettaglio tutte le caratteristiche con alcuni disegni.

Thanks to this drawing it’s easy to see how and where the car changed. Blue parts show exterior modifies.

Grazie a questo disegno è facile vedere dove e come l’auto sia cambiata esternamente. Le parti blu rappresentano le modifiche.

Lateral sections enhance shapes differences.

Le sezioni laterali sottolinenano le differenze di forma.

2010 rear wing: it’s easy to see the structure of the wing supports and how they’re linked to the body. It’s really a clean and professional project, just love the detail of the smaller wing beetween vertical supports.

Alettone 2010: è facile osservare la struttura dei supporti e come sono connessi al corpo vettura. E’ un progetto molto pulito e professionale, amo il dettaglio della piccola ala ricavata tra i supporti.

2011 rear wing is wider thanks to new rules: it is mounted directly on the trunk and you’ll notice a smaller wing fitted beetween the two vertical supports just in “elbow” point.

L’ala posteriore versione 2011 è più larga grazie alle nuove regole: è montata direttamente sulla carrozzeria e si nota un’ala più piccola fissata tra i supporti verticali, proprio nella zona in cui essi si piegano “a gomito”.

Remaining in the back end of the car, the extractor has been modified to meet a new balance with the bigger spoiler. Here you can see the 2010 version..

Rimanendo nella parte posteriore dell’auto, l’estrattore è stato modificato per trovare il giusto bilanciamento con l’ala di maggiori dimensioni. Qui potete vedere la versione 2010..

..and then the 2011 model

..e l’esemplare montato sul modello 2011

2010 front end had smaller canards and only two instead of four. Small carbon flaps are present on the upper edge of the two iconic BMW grilles.

Il frontale 2010 è dotato di piccole canard ai lati (2). Piccole coperture in carbonio sono presenti sul bordo superiore dell’iconico doppio rene BMW della calandra.

New front end has wider overfenders and new canards that bring more downforce and improves directionality and precision. You can notice also safety blocks for the hood have moved from their old position and one have been added in the center of the hood, near the bumper upper border.

La nuova parte frontale presenta passaruota allargati e nuove canards che incrementano la deportanza migliorando la precisione e la direzionalità. Si possono notare inoltre  che i fermi di sicurezza per il cofano sono stati spostati dalla loro posizione originaria e ne è stato aggiunto uno al centro, nei pressi del bordo superiore del paraurti.

The drawing below is useful to see how air fluxes work on the car

Il disegno sottostante è utile per capire come vengono gestiti i flussi d’aria attorno alla vettura.

Then we can see how air is used: to cool down engine temp, to bring air to the airbox, to cool down the cockpit and brakes.

Qui possiamo vedere come l’aria viene utilizzata: per raffreddare il motore, portare aria fresca al cassoncino di aspirazione, abbassare le temperature di abitacolo e freni.

The front splitter can generate massive downforce: here you can see how it is modeled.

Lo scivolo anteriore è in grado di generare una grande deportanza: qui potete vedere come è modellato.

In the second part we’ll check in detail some of the mechanic features of this stunning machine. Stay tuned!

Nella seconda parte di quest’analisi daremo uno sguardo in dettaglio ad alcune caratteristiche meccaniche di questa incredibile vettura. Rimanete in contatto!


Clash of the titans – Monza Rally Show

History. Sometimes you realize you’re involved in something that will be remembered. It’s not a matter of numbers, names: it’s all about circumstances, atmosphere, emotions, people. It was the first time for me to follow this unique event and i think this is a winning format: the perfect mix of entertainment, competitiveness, show, hype. The event lasts 3 days but the climax is on sunday when the so-called Msater Show takes place: it’s a one on one race, 2 laps on a track created using almost half of the main straight of the circuit. Organizators use walltires and barries to design u turns and curves. The competitors start on the opposite sides of the course and using lap times and challenges it’s possible to define the rankings. The real Rally is based on special stages obtained using section of the main, the high speed and the junior circuit, adding some chicanes and tight curves.

Storia. A volte capita di realizzare di essere parte di qualcosa che verrà ricordato. Non è una questione di numeri o nomi: è più un fatto di circostanze, atmosfera, emozioni, persone. Era la prima volta che seguivo questa manifestazione e credo sia un format vincente: un insieme di intrattenimento, competitività, spettacolo, tensione. L’evento dura 3 giorni e scatat il venerdì ma l’apice viene raggiunto la domenica quando ha luogo il cosiddetto Master Show: è una gara uno contro uno, 2 giri su un tracciato creato usando più o meno la metà del rettilineo di partenza della pista. Gli organizzatori utilizzano muri di gomme e barriere di sicurezza per disegnare curve, tornanti ed inversioni. I partecipanti si schierano sui lati opposti del percorso e utilizzando i loro tempi e gli scontri diretti è possibile definire la classifica. Il vero Rally è bastao su prove speciali ottenute usando sezioni del circuito principale, dell’anello ad alta velocità e del circuito junior con l’aggiunta di chicane e curve strette.

It has been a good occasion to see in the flesh some new rides that will hit the roads in the upcoming championships, like the new prodrive-tuned bmw rally weapon, the Mini Countryman Wrc.

E’ stata una buona occasione per vedere dal vero alcuni die mezzi che calcheranno strade e piste nei prossimi campionati, come la nuova arma da rally del gruppo Bmw, la Mini Countryman Wrc preparata da Prodrive.

And speaking of good occasion, the same goes for motorbikes riders that can enjoy the feeling of driving some cool 4 wheels machines and gain experience. One of them was Andrea Iannone that could count on this totally graphic wrapped 207 super2000. Locatelli, Dovizioso and Corti were some other names of the list

E a proposito di buone occasioni, lo stesso vale per i piloti di moto che possono godersi il guidare alcune auto da gara e fare esperienza. Uno di questi era Andrea Iannone che ha potuto contare su questa 207 super 2000 totalmente coperta con questa complessa livrea. Locatelli, Dovizioso e Corti erano alcuni degli altri nomi in lista.

I’d like to see more liveries like this, i think racing style should go a lot further to be actual. I mean, there are iconic and classy examples but the biggest part of entries (especially in local or national trophies) are a bit on the dull side.

Mi piacerebbe vedere più colorazioni come questa, credo che lo stile corsaiolo dovrebbe spingersi un po’ più in là per essere attuale. Nel senso, ci sono molti esempi iconici e di classe ma la maggior parte dei partecipanti (specialmente nei trofei locali o nazionali) sono un po’ sul banale.

Weather was with us altough a thick fog pursued us for all the travel.

Il tempo era dalla nostra nonostante una spessa nebbia ci abbia perseguitato per tutto il viaggio.

As you can see the paddock area looked pretty busy.

Come potete vedere la zona del paddock era piuttosto affollata.

Some patriotic flavour.

Un po’ di patriottismo.

This was the car Paolo Andreucci used for the race. It had a commemorative color scheme with italian flag to celebrate his recent success in the Italian Rally Championship. On the outside there was on display the car he used during the season.

Questa è l’auto che Paolo Andreucci ha usato per l’evento. Aveva uno schema cromatico commemorativo con la bandiera italiana per celebrare il suo recente successo nel Campionato Italiano Rally. All’esterno era esposta l’auto che ha usato per tutta la stagione.

So clean and pristine without racing numbers and badges.

Pulitissima ed immacolata senza numeri ed adesivi.

50.000 fans crowd the circuit, not your everyday audience in a cold last-sunday-of-november racing happening.

50.000 appassionati hanno affollato il circuito, non prorpio una cosa da tutti i giorni per un evento nell’ultima fredda domenica di novembre.

All eyes were obviously focused on Valentino Rossi’s matt black Fiesta Wrc. The car is truly epic thanks to its aero bits and mind-blowing proportions but this totally black look makes it surprisingly menacing.

Tutti gli occhi erano ovviamente sulla Fiesta Wrc nera opaca di Valentino Rossi. L’auto è davvero epica grazie alle proporzioni assurde ed a tutti quei dettagli aerodinamici ma i look completamente nero le conferisce un aspetto sorprendentemente minaccioso.

But there was someone else to claim some attention, someone who recently became the most successful driver in automotive history: Mr. 8 times Wrc Champion, Sebastien Loeb.

Ma c’era qualcun altro a pretendere attenzione, qualcuno che recentemente è diventato il pilota automobilistico di maggior successo nella storia: il Signor 8 volte campione del mondo Wrc, Sebastien Loeb.

The third good reason to go to Monza last week end (but for me co-winner with the first two) was the unique opportunity to see, listen and enjoy the first NASCAR car to come to Italy in the last 50 years. It’s hard to say how much i wanted to live this experience. We all have to be thankful to Max Papis who made it possible, bringing a wild Toyota Camry with 860 no-electronic-controlled old school hp. I know that once in my life i’ll manage to follow live a Nascar race but i won’t forget this day. Everyone in Europe thinks that those kind of races are boring, silly, expensive, old but my opinion is that you have to make yourself an idea before start talking: these cars are true passion object, created to entertain the crowd and enhance driver’s skills. Their technical data may not impress the sophistication-used european spectators but the 5.8 liters v8 engine under that orange hood is capable of 145 hp per liter and revs till 10.000 rpm, not bad for a 40 years ago inspired technology. It was not a total surprise because i’ve always followed max career and his updates through social networks so i knew he was confident to get to take an american racing icon to his automotive hometown. I waited half an hour near his motorhome after the Master Show just to meet him, doing some photos and thank him for his passion and for the huge gift he made to all enthusiasts. Hope to see him again here in Italy soon!

La terza buona ragione per andare a Monza lo scorso week end (ma per me a pari merito con le altre 2) era l’opportunità unica di vedere, sentire edoersi la prima volta di una macchina NASCAR in Italia negli ultimi 50 anni. Diificile spiegare quanto volessi vivere quest’esperienza. Dobbiamo tutti essere grati a Max Ppis che lo ha reso possibile con impegno e passione, portando una Toyota Camry con 860 cavalli “vecchia scuola” senza nessun controllo elettronico. So che una volta nella vita riuscirò a vedere dal vero una gara Nascar ma in ogni caso non dimenticherò mai questo giorno. Tutti in Europa pensano che questo tipo di gare siano noiose, stupide, costose, antiche ma la mia opinione è che bisogna farsi davvero un’ide aprima di parlare: queste vetture sono veri elementi di passione, creati per divertire il pubblico ed enfatizzare le abilità dei piloti. I loro dati tecnici potranno non impressionare gli spettatori del vecchio continente abituati all’ultra sofisticazione ma il motore 5800 cc v8 sotto quel cofano arancione è capace di sfornare 145 cavalli per litro e di girare fino a 10.000 giri, non male per una tecnologia ispirata a quella di 40 anni fa. Non era una sorpresa per me perchè ho sempre seguito la carriera di Max ed i suoi continui aggiornamenti sui social per cui sapevo quanto credesse nell’idea di portare un’icona dell’automobilismo americano nel luogo dove ha mosso i primi passi a livello agonistico. Ho aspettato più di mezz’ora vicino al suo motorhome dopo il Mater Show per incontrarlo, fare qualche foto, congratularmi e ringraziarlo per la sua passione e per l’enorme regalo fatto a tutti noi appassioanti. Spero di rivederlo presto in Italia!

These two cars showed some cool liveries, something that reminds me the Itasha style.

Queste due vetture mostravano delle colorazioni molto particolari, qualcosa che mi ricorda lo stile Itasha.

It’s always worth to take a look to the form of some aero-parts. The finishing of the dry carbon wing from a previous generation Subaru Impreza Wrc is simply astonishing.

Vale sempre la pena potersi soffermare sui dettagli, ad esempio quelli aerodinamici. La finitura di questo alettone in carbonio di una Subaru Impreza Wrc vecchia di qualche generazione per esempio è semplicemente fantastica.

This year edition of Master Show was dedicated to Marco Simoncelli who – as you all know – passed away in a tragic accident few weeks ago. His bike was exposed in an apposite zone.

L’edizione di quest’anno del Master Show è stata dedicata a Marco Simoncelli che – come tutti sapete – è scomparso a seguito del bruttissimo incidente alcuen settimane fa. La sua moto era esposta in un’area apposita.

I felt so strange watching it, with the helmet laying on the saddle. Maybe i don’t even realize that we won’t see these colors, this bike, this guy again.

Mi sono sentito abbastanza strano nell’osservarla, con il casco appoggiato sulla sella. Forse non ho ancora nemmeno realizzato che non vedremo più questi colori, questa moto, questo ragazzo.

Going back to what was happening on the track, the Rally and the Master Show – 1st Trofeo Marco Simoncelli – went to the unbeatable alsatian. I saw Loeb many years ago and it just impressed me but now he seems to belong to some supernatural species. His lines and speed are unbelievable, he can take the same turn dozens times  exactly in the same way but constantly lowering lap times. The naturalness, concentration, precision of his driving are the best explanation to his 8 titles. The only man to try to come closer to him was Valentino who managed to beat rivals and to challenge Seb for the finals: he obtained a time only 0.8 tenths slower than Loeb one so the hype for the final was incredible. Rossi did everything to try to beat his competitor but the Citroen driver removed another second and half from his partial time: Vale spun around trying to keep that impossible pace. It’s not everyday that you can look at a struggle beetween the most popular  and winning motorbikes champion of the last 30 years and the most succesful rally driver ever, putting together 17 world titles.

Tornando alla cronaca di quello che succedeva in pista, sia il Rally che il Master Show – primo Trofeo Marco Simoncelli – sono andati all’imbattibile Alsaziano. Ho visto Loeb tanti anni fa algi inizi della sua carriera e già allora mi aveva impressionato ma ora sembra apaprtenere a qualche specie soprannaturale. Le sue linee e la sua velocità sono incredibili, è in grado di affrontare la stessa curva decine di volte nello stesso identico modo ma abbassando costantemente i tempi sul giro. La naturalezza, concentrazione, precisione della sua guida sono la migliore spiegazione per i suoi 8 titoli. L’unico umano in grado di avvicinarglisi è stato Valentino che è riuscito ad eliminare tutti gli altri avversari e sfidare Seb nella finale: nelle semifinali era stato in grado di segnar eun parziale più lento di soli 8 decimi rispetto al rivale per cui la tensione per la finale era incredibile. Rossi ha fatto l’impossibile per cercare di battere l’avversario ma il pilota Citroen ha tolto un altro secondo e mezzo dal suo intermedio: Vale si è girato cercando di tenere quel passo pazzesco. Non è una cosa da tutti i giorni poter assistere da vicino ad una lotta tra il più popolare e vincente pilota di moto delgi ultimi 30 anni ed il più vincente pilota di Rally della storia per un totale si 17 titoli mondiali combinati. 

In this pic you can see more than 50 national and international titles: Valentino Rossi, Dindo Capello, Sebastien Loeb, Giandomenico Basso, Paolo Andreucci, Piero Longhi and many many more. They brought a cartboard shape of Marco Simoncelli on the podium with them: a really touching moment.

In quest’immagine potete vedere più di 50 titoli nazionali ed internazionali: Valentino Rossi, Dindo Capello, Sebastien Loeb, Giandomenico Basso, Paolo Andreucci, Piero Longhi e molti molti altri. Durante le premiazioni hanno portato un cartonato di Marco Simoncelli sul podio, un momento davvero toccante.

2 hours after the show this was the crowd in the paddock area near the back entry of Rossi’s garage. It’s unbelievable how many people were waitng for him to get out for some photos and autographs.

Questa era la folla stipata nel retro-box in attesa di vedere Valentino 2 ore dopo la fine della gara. E’ incredibile quanta gente fosse lì ad aspettarlo per qualche foto o autografo.


Rombo di Tuono 2011: Part 4 – Stunning projects

Fourth part: time to focus on some of the most incredible creations i saw at the show. I know, it’s a subjective point of view – because there were surely more than 50 bikes that deserved a dedicated post or article – but  it’s my point of view and i decided to choose these 4 models. It’s a bit hard to find informations about these things so tried to understand mostly by myself. Hope to be right!

Quarta parte: tempo di concentrarsi su alcune delle realizzazioni più incredibili tra quelle viste alla manifestazione. Lo so, è un punto di vista soggettivo – visto che c’erano sicuramente almeno 50 moto che avrebbero meritato un articolo dedicato – ma è il mio punto di vista, per cui ho deciso di scegliere questi 4 esemplari. Non è facile trovar einformazioni a proposito di questi oggetti per cui ho cercato di far eil possibile per tirar fuori il massimo da ciò che ho osservato. Spero di non aver commesso errori!

The first of them is the bridge beetween bycicle and motorbike. It’s a unique mix of components and ingegneristic solutions: and for this reason it’s called “La Motociclo”. It was exposed in the “Harley-Davidson Livorno” stand and it was by far the most eyes-grabbing bike in this part of the pavillion. Every component except the engine was custom built an reminds some vintage salt-lake racers. It’s hard to decide where to start: the transmission is one of the most unusual system i’ve ever come across. It starts on the left side of the engine, then after 2 pulley and a belt it switches on the right side, where a chain system and another transmission shaft bring traction again on the left side. This point is where the magic happens: the gearbox in fact has two separated parallel chains with different wheel (a short and a long gear ratio) and a mechanical derailleur switch from one to the other. To change gear there is a little lever near the saddle. Tires are slick and are really tight compared to most of the other bikes at the event: this allows customizer to obtain a really small front section that increase the vintage-racing-inspired flavour. The handlebar has the same bend of some racing bicycle: same goes for the front brake system. There are three levers: the small one on the right is to activate front brakes, the othe rone on the right activates (through a long and complicated system of tool heads and cables) the back drum brake. To be honest i really don’t know which is the function of the left lever! All this parts contribute in creating the feeling to see and to drive something really different.

La prima di queste è questo anello di congiunzione tra moto e bicicletta. E’ un insieme unico di componenti e soluzioni ingegneristiche: per questa ragione è chiamata “La Motocliclo”. Era esposta nello spazio dell'”Harley-Davidson Livorno” ed era di gran lunga l’oggetto in grado di catturare più sguardi in tutta quest’area del padiglione. Ogni componente – escluso il motore – è sttao costruito su misura e rimanda all’immagine di certe moto del primo ‘900 per i record di velocità sui laghi salati. Difficile decidere da dove partire: la trasmissione è sicuramente uno dei sistemi più inusuali in cui mi sia mai imbattuto. Parte sul lato sinistro del motore direttamente dall’albero e attrvaerso 2 puleggie e una cinghia si trasferisce sulla destra, dove un altro sustema a catena riporta la trazione sul lato opposto. Qui è dove avviene la “magia”: il cambio è in realtà costituito da 2 circuiti a catena separati (uno con una corona più grande-rapporto corto-ed uno con corona piccola-rapporto lungo) ed un deragliatore meccanico che trasferisce la forza motrice sull’uno o sull’altro. Per il cambio marcia c’è una piccola leva vicino alla sella. Le gomme sono da competizione prive di scolpitura e sono molto strette se confrontate con quelle di tutte le altre moto presenti all’evento: questo ha permesso ai preparatori di ottenere una sezione frontale molto ridotta che incrementa l’impressione di esser ein presenza di una moto da corsa d’epoca. Il manubrio ha la stessa forma piegata di alcune bici da corsa: lo stesso vale per i freni anteriori. Ci sono 3 leve: la piccola sulla destra aziona i pattini per la frenatura, quella sull’estremità esterna di destra aziona (attraverso un lungo e complicato sistema di rinvii e cavetti) il freno a tamburo posteriore. Ad essere onesti non so invece quale sia la funzione della leva sulla sinistra! Tutti questi componenti contribuiscono nella creazione della sensazione di ammirare e guidare qualcosa di realmente differente.

This classy model is from Gallery Motorcycles and is called Tazio – in memory of the legendary Tazio Nuvolari. The customizer – Mirko Perugini – managed to obtain a very smooth and clean result: the brown/cream color scheme is very appropriate to give a vintage effect. The choice of details and finishing follows this concept. The frame is custom built and it’s based on chrome-molybdenum steel: it houses a 1800 Rev Tech engine with a unique exhaust system and a custom built oil tank. The cherry saddle is another minimalistic detail to love. I found the front suspension layout very interesting: the fork has an air shock controlled by a dedicated electronic control unit. 18 wheels with chrome spokes and black lip are the final touch to complete a wonderful realization.

Questo elegante esemplare proviene da  Gallery Motorcycles ed è chiamata Tazio - in memoria del leggendario Tazio Nuvolari. Il creatore – Mirko Perugini – è riuscito ad ottenre un risultato davvero pulito e filante: lo schema cromatico rame/brunito in abbinamento al crema è davvero appropriato per conferire un aspetto vintage all’insieme. La scelta dei dettagli e delle finiture segue quindi quest’idea. il telaio è costruito ad hoc e si basa su una struttura tubolare in acciaio rinforzato con cromo-molibdeno: ospita un generoso propulsore Rev Tech 1800 con un particolare scarico dedicato ed un serbatoio dell’olio sotto di esso che riprende la forma del terminale. La sella in legno di ciliegio è un altro dettaglio da amare. Ho trovato molto interessante la conformazione della sospensione anteriore: la forcella ha un ammortizzatore ad aria controllato da un’apposita centralina elettronica. Il gruppo ruota da 18 pollici con raggi cromati e canale nero è il tocco finale per completare una magnifica realizzazione.

This unfinished-look creation was an Xl hardtail supercharged: with its raw metal finishing it proudly showed its main feature – the big turbocharger on the right side of the v-twin. Gotta love the heat wrapped exhaust headers with their racing flavour. I’m looking forward to see if it in the near future it will be modified. It would be also nice to listen to its noise, i bet it’s rough and wild: with a proper paint work i’m sure this thing could really stand out!

Questa creazione dall’aspetto incompleto è una Xl hardtail supercherged: con il suo metallo lasciato nudo mostrava con orgoglio la sua peculiarità – il sostanzioso turbocompressore sul lato destro del v-twin Harley. Fantastici i collettori di scarico fasciati con nastro anti-calore per un perfetto apsetto corsaiolo. Non vedo l’ora di vedere se in futuro sarà modificata. Sarebbe anche interessante sentire il suo rumore, scommetto che sia rauco e assolutamente selvaggio: credo che con una verniciatura ben fatta questìoggetto potrebbe davvero risaltare.

Gallery Motorcycles is the workshop behind this marvelous “Purple”, a 1340 replica Knuclhead and Mirko Perugini the man who made it possible. One of the first things to attract the look is the front leaf spring forks: a rather unusual part but it gives a lot of carachter to the bike. I particularly like the back brake  that uses the chain wheel as a disc: the caliper is positioned in the “v” created by the frame. The matte purple paint is something different from the usual candy/glossy colours, especially considering that also the Cylinder block is painted in the same tone. The equal lenght exhaust pipes are a really nice addiction. “Purple” took part in many contests with excellent results: a great return for Mirko’s work.

Gallery Motorcycles è l’officina dietro la bellissima “Purple”, una replica Knuclhead 1340, e Mirko Perugini l’uomo che l’ha resa possibile. Una delle prime cose a catturare lo sguardo è la forcella anteriore a balestra: un pezzo abbastanza insolito ma che conferisce un sacco di carattere alla moto. Trovo particolarmente piacevole lla soluzione del freno posteriore che usa la corona della trasmissione come disco: la pinza è collocata nella “v” creata dai tubolari del telaio. La colorazione viola opaca è senza dubbio qualcosa di diverso dai consueti colori canfy o super lucidi, specialmente se si considera che anche il blocco dei cilindri è colorato nello stesso modo. I condotti di scarico presentano la stessa lunghezza tra di loro e rappresentano davvero un bel tocco. “Purple” ha preso parte in numerosi concorsi nazionali ed internazionali con eccellenti risultati: sicuramente una grande gratificazione per il lavoro di Mirko.

This mind-blowing rusty piece of metal is named “Nautilus” and features some supercool items: look for example at the heat-wrapped  2 in 1 exhaust pipes with left-side exit or the kick starter on the right. The black springer fork fits perfectly the overall post-war imaginery, as well as the rust-covered parts like fuel tank, back tire cover and the wonderful Buick Delco combination switch. The double belt with the open clutch, the little Psi pressure gauge on the right of the engine near the pushrods push this built further in its uniqueness. I’m personally addicted to this raw finishing rat style, i think this is how i’d make my ride if i could. I looked for informations about this stunning project but it was almost impossibile, be sure i’ll update this post if i fond something more!

Questo assurdo pezzo di metallo arrugginito si chiama “Nautilus” a porta con sè alcuni particoari fighissimi: guardate per esempio lo scarico 2 in 1 con uscita sul lato opposto a quello convenzionale e tutto completamente fasciato con nastro anti-calore oppure la leva per la messa in moto manuale. La forcella springer nera si inserisce perfettamente nel look generale da immaginario post-conflitto, così come il parafango posteriore, serbatoio e il supporto interruttori Delco di una Buick, tutti rigorosamente arrugginiti. La doppia cinghia con frizione aperta, il piccolo indicatore analogico della pressione proprio a ridosso delle coperture dei biancieri spingono questa realizzazione ancora più avanti nella sua unicità. Sono personalmente appassioanto per i mezzi che presentano questa finitura “rat”, credo che sarebbe il risultato a cui aspirerei se potessi avere qualcosa del genere per le mani. Ho cercato informazioni su questo incredibile progetto ma è stato presoochè impossibile trovarle, state certi che aggiornerò l’articolo se riuscirò a trovare qualcos’altro!


5ini Motorcycles & Garage 65 “Stargate”

When you come across an object like this, traditional barriers beetween motorcycle, science fiction, cinema, sculpture fall down. It’s not about being harley enthusiasts, petrolheads, customizer, retrofuturism addicted: everyone should appreciate results of human creativity and skill. There’s nothing conventional in this bike but every part works correctly with others and the combination is just mind-blowing. Nothing is in the wrong place, the overall shape is a mix of dynamism, aggressiveness, energy: it’s not a racer, not a cruiser, not a road racer, not a salt lake beast…it’s a perfect balance of a form modeled by speed. and movement. Someway it reminds me of a Boccioni statue. Technically it’s a manifesto of building skills: there’s no real frame, there’s a carrying engine and front and rear suspension are linked to its carters. The Stargate has:

-engine with Revtech heads

-wet sump system

-Roots  supercharger

-a dedicated mixed gearbox system which finds place in the right arm of tha back fork (the other one is the fuel tank)

-in-rims brakes disc

.double-quadrilateral front suspension and front mounted back suspension with gas shock instead of conventional spring.

I  spent more than 15 minutes in checking all the unique features this model brings along: but it’s worth to watch it for hours. Usually when so many unique solutions live together in one space something starts screaming “i’m out of place” but here there ar eno fails. To underline the excellent job 5ini Motorcycles & Garage 65 did, the Stargate took 6 spot on more than 100 creations from all the globe at the world championship in USA.

I suppose it would be wonderful to shoot at this work in a proper environment, this eye-grabber deserves all the attention we have!

Quanto ci si imbatte in un oggetto come questo, le tradizionali barriere tra motociclismo, fantascienza, cinema, scultura cadono. Non si tratta di essere fanatici di harley davidson, appassionati di motori, customizzatori, retro-futuristi: tutti dovrebbero apprezzare i risultati della creatività e dell’abilità umana. Non c’è nulla di convenzionale in questa moto ma ogni parte lavora correttamente con le altre e la combinazione è veramente incredibile. Nessun pezzo è al posto sbagliato, la linea generale è un miscuglio di dinamismo, aggressività, energia: non è una moto da corsa su pista, su strada, un veicolo con cui andare a spasso, un razzo per i laghi salati…è un equlibrio perfetto di forme modellate dal vento e dal movimento. In qualche modo mi ricorda una statua di Boccioni. Tecnicamente è un vero manifesto di capacità costruttive: non c’è un vero e proprio telaio, il motore è portante e le sospensioni anteriore e posteriore sono connesse ai carter. La Stargate ha:

-un motore con le teste e l’imbiellaggio della Revtech

-sistema a carter umido

-compressore volumetrico Roots

-una complessa trasmissione mista cinghia-ingranaggi bilmente nascosta nel ramo sinistro del forcellone (nell’altro trova posto il serbatoio)

-dischi freno situati all’interno dei cerchi con tubazioni passanti nel mozzo

-sospensione anteriore a doppio quadrilatero e sospensione posteriore montata anteriormente grazie ad un complesso leveraggio e dotata di ammortizzatore ad aria e quindi privo della convenzionale molla elicoidale.

Ho trascorso più di 15 minuti nell’osservare tutte le unicità che questo esemplare porta con sè: ma varrebbe la pena di trascorrerci ore. Di solito con così tante soluzioni dedicate in un corpo unico è facile che qualcosa inizi ad urlare “sono fuori posto” ma qui non ci sono cadute di stile. A sottolineare, se ce ne fosse bisogno, l’eccelente lavoro svolto da 5ini Motorcycles & Garage 65, la Stargate ha conquistato il sesto posto su più di 100 concorrenti da tutto il mondo al Campionato del Mondo negli Stati Uniti.

Credo che sarebbe fantastico poter scattare foto a quest’opera in ambientazioni appropriate, questa cattura-occhi merita tutta l’attenzione di cui disponiamo!

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Dix Mille Tours 2011: entering the Time Machine

Sometimes you live some unexpected experiences that give you the force to keep on go further and further in your passion. When i arrived to the circuit i parked my car alongside the last 3-4 corners of the circuit, that is to say something like 600 meters from the paddock area. I started shooting some nice Italian road-racers form the 60s that were stretching thier legs on the track and than i decided to reach the pits. What a wonderful idea! I was luck enough to arrive at the track access at the precise moment when the CER 1 (Classic Endurance Racing) category cars were approaching the pit lane. Insane. I was in a tight asphalt stripe beetween the paddock and the track, surrounded by tenths of marvelous historic race cars. This is something that people who are not enthusiasts couldn’t understand but the emotion of seeing and touching cars that made history 40 or more years ago is hard to explain. I’ve never seen the major part of this cars and drivers in action (unfortunately some of them passed away when i was not even born) but if you’re fond of cars and races history you’ve to love them. Everywhere i looked i could see Ferrari, Porsche, Chevron, Lola, Chevrolet and many other big names of automotive industry. The atmosphere was unbelievable, i truly was convinced to be in 1970: machines were pushed by mechanics towards the track access while drivers put their helmet on and tried to fit in those tight cockpits. It would be easy to make some black/white filters to make these images seem older but i think colors really give cars the right flavour. One thing it’s impossible not to notice is the easiness and rough functionality of the cockpits: squared cases, plain metal sheets, screws, everything is built to resist, to last and to be easily removed. The most advanced material here is alluminium so forget carbon, reinforced plastic, kevlar. Looking with more attention some details grabbed my eyes: for example the upper rear mirror on the top of the Ferrari 512M,very ww2-fighter-style. Then it’s time for the lovely modeled metal body panels: true works of art, usually hand-built. Everything comes straight from another era and everything must be kept clean and period correct: even colours, fonts, graphics are little reminder of those times. Minute afetr minute a nostalgic feeling grew inside of me, thinking how cool would have been to follow races back in 60s and 70s. It’s obviously impossible but we can thank these rich enthusiasts that keep the dream alive.

A volte capita di vivere esperienze inaspettate che ti danno la forza per investire sempre maggiori energie nella propria passione. Quando sono arrivato al circuito ho parcheggiato la mia auto all’altezza delle ultime 3-4 curve, in pratica a circa 600 metri dall’area del paddock. Ho iniziato ad immortalare alcune bellissime auto classiche italiane degli anni 60 che si stavano un po’ stiracchiando le gambe sulla pista ed ho deciso poi di recarmi verso i box. Che grande idea! Sono stato così fortunato da arrivare alla zona di accesso alla pista nell’esatto istante in cui le auto della categoria CER 1 ( Classic Endurance Racing ) si stavano allinenado per gli ultimi preparativi. Assurdo. Ero in una sottile striscia di asfalto tra il paddock ed il tracciato, circondato da decinedi magnifiche auto storiche da corsa. Questo è qualcosa che i non appassionati non possono capire ma è difficile spiegare l’emozione di vedere e toccare auto che hanno fatto la storia 40 o più anni fa. Non ho mai visto la maggior parte di queste auto nè i loro celebri pilot in azione ( sfrtunatamente molti di loro ci hanno lasciato quando non ero neppure nato ) ma se si è seguaci della storia delle auto e delle corse non si può non amarle. Ovunque posassi lo sguardo potevo vedere Ferrari, Porsche, Chevron, Lola, Chevrolet e molti altri giganti dell’industria dell’automobile. L’atmosfera era incredibile, ero davvero convinto di trovarmi nel 1970: le vetture spinte dai meccanici verso la linea di accesso, i piloti intenti a mettersi il casco cercando di infilarsi negli angusti abitacoli. Sarebbe facile effettare queste foto con filtri in bianco e nero per farle sembrare più antiche ma credo che i colori restituiscano il vero fascino di queste macchine. Una cosa che è davvero impossibile non notare è la semplicità e la rozza funzionalità degli abitacoli: contenitori squadrati, lastre di metallo, viti, tutto è costruito per resistere, durare ed essere facilmente rimosso e rimontato. Il materiale più avveneristico qui è l’alluminio quindi dimenticatevi carbonio, plastica rinforzata, kevlar, ecc. Osservando più minuziosamente alcuni dettagli hanno rapito il mio sguardo: per esempio lo specchietto retrovisore superiore collocato sul tetto della Ferrari 512M , molto in stile caccia della seconda guerra mondiale. Poi è la volta dei pannelli carrozzeria stupendamente modellati: vere opere d’arte, sovente fatte a mano. Tutto arriva direttamente da un’altra era e tutto deve essere mantenuto in ordine e coerente con le origini: anche i colori, i caratteri di scrittura, le grafiche sono un promemoria di quei tempi andati. Minuto dopo minuto un sentimento nostalgico è cresciuto dentro me, riflettendo su quanto sarebbe stato figo poter seguire quelle corse negli anni ’60 e ’70. E’ ovviamente impossibilema possiamo ringraziare questi ricchi appassioanti che mantengono vivi i sogni.

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Rombo di Tuono 2011: Part 2 – Choppers

I spoke about bobbers, now it’s choppers time. This is probably the most famous incarnation of the Harley universe. It’s almost impossible not to notice a full chromed piece of metal with endless forks. Personally these bikes are a little too insane for me but it’s undeniable they show true works of art. Some pieces get out of their ordinary function and become decoration, stylish items, emotional extension. It sounds simple but believe me, it isn’t. Manufacturers involved in these crazy project are highly specialized craftsmen that can realize almost every idea with steel, iron and alluminium. Some of these Harleys are mainly eye-grabber for events and meetings because it’s hard to think they can be daily driven. Mechanically speaking in chopper conception you’re free to cut and weld your frame as you want, there’s no limit to what you can do. That’s why we’re in front of some crazy geometrical solutions with distorted proportions. The funniest thing is to admire how far can builders’ fantasy go and how they manage to make it possible.

Ho parlato dei bobbers in un precedente articolo, adesso è la volta dei choppers. Questa è probabilmente la più famosa incarnazione dell’universo Harley. E’ quasi impossibile non far caso a un pezzo di metallo completamente cromato con delle forcelle che sembrano non finire mai. Personalmente credo che queste moto (se ancora possono definirsi tali) siano un pochino eccessive per i miei gusti ma è innegabile che siano dei veri e propri lavori d’arte. Alcuni componenti vanno oltre la loro mera funzione e diventano decorazione, esempio di stile, estensioni emotive. Sembra una cosa semplice ma credetemi non lo è. I costruttori coinvolti in questi progetti pazzeschi sono artigiani altamente specializzati in grado di realizzare praticamente qualsiasi idea con acciaio ferro e alluminio. Alcune di queste harley sono delle vere e proprie attrazioni per raduni ed eventi poichè è difficile pensare che possano essere usate su strada tutti i giorni. A livello tecnico il concetto di chopper è quello che si è liberi di tagliare e ricomporre il telaio come se vuole, non ci sono limiti a ciò che si può fare. Per questo ci troviamo di fronte a queste incredibili soluzioni geometriche con proporzioni distorte. La cosa più divertente è ammirare fin dove la fantasia di chi le crea possa arrivare e come riescano a renderlo possibile.

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Rombo di Tuono 2011: Part 1 – Bobbers

I’m getting more and more involved in Custom movement, that’s no doubt about it. That’s way i decided to visit Rombo di Tuono meeting in Montichiari (BS), one of the most important events for Harley Davidson enthusiasts in Italy. I was surprised by the overall level of all the creations, the creativity and skill of garages, manufacturers and clubs. I put together an interesting selection of my favourite rides at the show: they’ re too much for a unique post so i have to publish them in 2 or 3 articles. Enjoy these first 20 pics, they speak for themselves! The theme is: bobbers. Bobbers belong to a particular category of modified bikes that must keep their original frame and focus on a minimalisrtic approach. Bobbers are usually rough and stripped with that hand-built flavour which give them their appeal. It’s a low-budget rational way to create something unique and it would probably be the way i’d modify mi ride if i had one. You can think that the lack of accessories doesn’t allow builders to put lovely details in their creartions but you’re wrong: i observed these bikes all around upside-down and it’s a joy to see how many artistic touches are there on each of them. I wonder how funny can be to find parts for your bike  searching among second-hand, recycled parts or pieces coming from anything with an engine!

Sto entrando sempre di più nel mondo della customizzazione, non ci sono più dubbi ormai. Per questo ho deciso di farmi un giro al Rombo di Tuono a Montichiari (BS), uno degli eventi più importanti in Italia per gli appassioanti di Harley Davidson. Sono rimasto davvero sorpreso dal livello generale delle realizzazioni, la creatività e le abilità di garage, costruttori e club. Ho messo insieme un’interessante selezione delle moto che ho trovato più interessanti allo spettacolo: sono troppe pe run unico post così dovrò pubblicarle in almeno 2 o 3 articoli. Godetevi per ora queste 20 catture, parlano da sole! il tema è: Bobbers. I Bobbers appartengono a una particolare categoria di modificate  che si contraddistinguono per il mantenimento del telaio originale e si concentrano su  un approccio minimale. I Bbobbers sono solitamente grezzi e spogliati con quell’aspetto di costruzione manuale che conferisc eloro quel particolare fascino. E’ un modo relativamente meno costoso e razionale per creare qualcosa di unico e sarebbe probabilmente il modo in cui modificherei il mio mezzo se ne avessi uno. Potreste pensare che la mancanza di accessori non permetta ai costruttori di inserire bellisismi dettagli nelle loro creazioni ma vi sbagliereste: ho osservato queste moto da ogni lato ed è una gioia vedere quanti tocchi artisticici siano in ognuna di loro. Mi chiedo quanto divertente sia trovare le parti per il tuo mezzo cercando tra pezzi usati, riciclati o che vengono da chissà quale mezzo a motore!

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Mercedes Benz (Sauber) C11

When i finally saw this piece of history in front of my eyes and my camera i felt so strange…i’ve passed the forst 3-4 months of 2011 trying to assemble a 1/24 Tamiya Sauber C9 model so i’ve searched thousands pics of the car and its details to do the best job i could. Although it’s an older car to the C11 they share a good amount of components and construction philosophy. It was so funny to find every part and know exactly its function and its shape. It’s truly exciting to see and touch a 20 years old machine that was driven by someone called Michael Schumacher…This car was so succesful it almost killed 1990 Championship with 8 wins on 9 races. It was a radical evolution of the just impressive c9: the bodywork is more fluent and slighter, aerodynamic was substantially improved to get better penetration and downforce. The engine is still a 5.0 v8 turbo but with a standard power output of 730 hp or near 1000 in particular situations where overboost is needed. Like many others Group C cars it is based on a big venturi floor so its design is conventionl (as far as a 400 km/h Prototype can be conventional) with the v8 in central position just near driver’s back, the two turbos with wastegates and intercoolers on the two sides, in front of the rear wheels and the gearbox in the “V” created beetween venturi ducts. Some details are impressive: the big wastegates, the diameter of the suspension springs, the tightness of the cockpit. It’s a pity that those glorious time where great manufacturers competed in the world championship have gone. The level of those trophies was very high with huge budgets and famous drivers were involved to achieve the title. It’s said that FIA’s aim is to re-introduce a world endurance prototype class, i hope to have more good news soon!

Quando finalmente ho avuto questo pezzo di storia davanti ai miei occhi ed al mio obiettivo mi sono sentito così strano…ho passato i primi 3-4 mesi del 2011 a cercare di assemblare un modello 1/24 di Sauber C9 della Tamiya così avevo cercato migliaia di foto della vettura e dei suoi dettagli per essere sicuro di realizzarla al meglio delle mie possibilità. E sebbene la C9 sia il modello precedente rispetto alla C11 esse condividono un buon numero di componenti e la stessa filosofia costruttiva. E’ stato così divertente individuare ogni componente e conoscere esattamente la sua forma e funzione. Non è facile spiegare quanto sia eccitante vedere e toccare un’auto di 20 anni fa che veniva guidata d aun certo Michael Schumacher…la vettura fu così competitiva da vincere 8 sulle 9 gar ein calendario nel 1990. Era una radicale evoluzione della già impressionante c9: il corpo vettura è globalmente più snello e fluido, coprendo la meccanica in maniera più efficace. L’aerodinamica fu considerevolmente implementata per raggiunger un miglior coefficente di penetrazione e un maggior carico aerodinamico. Il motor eè sempre il v8 5 litri biturbo con una potenza standard di circa 730 cavalli incrementabili fino alla soglia dei 1000 in situazioni particolari dove si debba ricorrere ad uno specifico overboost. Come la maggior parte delle vetture del Gruppo C la C11 si basa su un fondo piatto completo ad effetto venturi di conseguenza il suo progetto è abbastanza convenzionale (per quanto un prototipo da 400 km/h possa essere convenzionale) con il v8 in posizione centrale proprio dietro le spalle del pilota, le due turbine con annessi wastegate ed intercooler ai lati – davanti alle ruote posteriori – ed il cambio situato nella “V” cretaa tra i due condotti venturi posteriori. Alcuni dettagli sono davvero impressionanti: le grosse wastegate, il diametro delle molle delle sospensioni, le dimensioni ristrette e l’affollamento dell’abitacolo. E’ un vero peccato che quei tempi gloriosi in cui i grandi costruttori lotttavano per il campionato del mondo siano ormai andati. Il livello di quei trofei era altissimo con grossi budget e piloti di fama coinvolti per dare la caccia al titolo. E’ notizia delle ultime settimane che la FIA abbia l’obiettivo di reintrodurre un campionato del mondo endurance con prototipi, spero di avere ulteriori buone notizie a breve!

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100TH POST! Porsche 935

Sometimes dreams come true. For example this is the n° 100 post of this blog, i wouldn’t have thought to reach this target when i started everything 6 months ago. And I can’t believe i managed to see so many historic iconic cars in the flesh this year. The Porsche 935 (in all its version) is someyhing you can’t fall in love with: it’s one of the most cartoon-style race cars i know and definitely one of the most recognizable. At the end of the 70s this car dominated quite every race, being the most succesful out of the group 5 machines, the so-called silhouette.  I’ve shot three different models (1977, 1979 with 3.0 liters engine and 1978) : the #49 is driven by Paul Singer and it shows some peculiar vertical fin on the front arch borders that were used since the 1977 model. I went almost under its back to shoot all the exposed mechanics, in particular the twin turbo solutions which you can see in pic n°12. The same thing i did for the #60 car, driven by Christian Traber and Dimitri Enjalbert: you can see that its aerdoynamic solutions are way different from the previous one:  Porsche redesigned its bodywork using a better shaped front end, lower and more aerodinamyc, and new rear fenders. Turbos and wastegate valves are even more visible thanks to the opening in the back bumper. The third model, numbered #5 is driven by Michael  Foveny and Stefan Roitmayer and it’s a 1978 car: you can recognize it via the new squared front bumper with rounded headlights. Sideskirts are linked to rear fenders creating a more linear solution. The rear wing is fixed in a new way that keeps it separated from the body, while the two previous models used vertical supports shaped starting from the top and creating a peculiar structure. Another car similar to this was present at the meeting, very noticeable in its total black livery. Unfortunately it was in a very tight space so i wasn’t able to grab good images. Every detail of these crazy machines is truly automotive art: super-deep dish gold/chrome bbs wheels, huge air intake almost eveywhere, naca ducts, out-of-mind aero solutions. During its 10-years-long career this series of racing machines achieved a huge amount of victories and trophies: year after year its performance and power grew regularly till the last models reach the 800 hp mark. I also dig the period-correct graphics applied to these racing wonders and i want to thank the owners for their kindness in allowing me spending time round their cars. Next step is to see the 935 in action on the track: their race was too early in the morning and i was too far away to reach the circuit in time. I promise you i’ll manage to catch some race action in the future!

A volte i sogni diventano realtà. Per esempio questo è il post numero 100 di questo blog, non avrei mai pensato di raggiungere questo obiettivoquando ho iniziato sei mesi fa. E non riesco ancora a credere di essere riuscito a vedere così tante macchine storiche iconiche dal vero quest’anno. La Porsche 935 (in tutte le sue numerose versioni) è qualcosa di cui non ci spuò non innamorare: è una delle auto più simili a un cartone animato tra quelle che posso annoverare e sicuramente una delle più riconoscibili. Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80 quest’auto dominò numerose gare e classi, diventando una delle vetture di maggiore successo nel Gruppo 5, quello delle cosiddette Silhouette. Ho scattato foto a tre differenti modelli (1977, 1979 con motore 3 litri e 1978): la numero #49  guidata da Paul Singer mostra delle caratteristiche pinne sui bordi dei larghi passaruota e sul cofano usate sui modelli a partire dal 1977. Sono andato quasi sotto la parte posteriore per immortalare tutta la meccanica esposta, in particolare la soluzione a doppio turbo visibile nella foto n°12. La setssa cosa che ho fatto con la numero #60, guidata da Christian Traber e Dimitri Enjalbert: è visibile come le soluzioni aerodinamiche adottate siano molto differenti dal precedente esemplare: la Porsche ri progettò l’esterno utilizzando un frontale più profilato, basso ed aerodinamico e nuovi passaruota posteriori. I turbo e le valvole wastegate sono ancora più visibili grazie ad una generosa apertura nel paraurti posteriore. Il terzo esemplare, numero #5 e guidato da Michael  Foveny e Stefan Roitmayer è del 1978: la si può riconoscere attraverso il nuovo paraurti anteriore più squadrato con lampade tonde. Le minigonne sono collegate ai passaruota posteriori creando una soluzione più lineare. L’alettone posteriore è fissato con una nuova modalità che lo mantiene separato dal corpo vettura, mentre i due modelli precedenti usavano supporti verticali plasmati partendo dal tetto e creando una struttura particolare. Un’altra auto simile era presente all’evento, molto riconoscibile nella sua livrea totalmente nera. Sfortunatamente era sita in una posizione particolarmente stretta ed infelice per cui non sono stato in grado di catturare immagini significative. Ogni dettaglio di questi mostri è davvero un pezzo di arte dell’automobilismo sportivo: i profondisismi cerchi dorati a canale rovesciato cromato bbs, le anormi prese d’aria situate un po’ ovunque, i condotti naca, le incredibili soluzioni aerodinamiche. Durante i suoi 10 anni di carriera questa stirpe di vetture si assicurò una enorme cifra di vittorie e trofei: anno dopo anno potenza e prestazioni crebbero fino a raggiungere negli ultimi modelli il traguardo degli 800 cavalli. Apprezzo inoltre le grafiche correttamente riferite al periodo in cui vennero utilizzate applicate a queste meraviglie e voglio ringraziare i proprietari per la loro gentilezza nel consentirmi di girare e rigirare intorno alle loro vetture. Il prossimo passo è vedere le 935 in azione in pista: la gara in cui erano iscritte si svolgeva molto presto al mattino e vivo troppo distante per raggiungere il tracciato in tempo. Vi prometto che riuscirò a catturare un po’ di azione in futuro!

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Road to “Dix Mille Tours”

Next week end it’s Dix Mille Tours time on Paul Ricard Circuit: and i’ll obviously be there. It’s my second historical racing cars meeting this year after the Coppa Intereuropa in Monza. This time i’ll see cars belonging to five different categories: Classic Endurance RacingGroup CSixties’ EnduranceTrofeo Nastro Rosso,  Challenge ASAVE. Some of them are more or less the same i saw in Monza but i can’t wait to see unbelievably fast legendary Group C cars in action. To introduce you in the atmosphere you’ll breathe in next days here there are some unpublished pics taken this june. It’s a miscellaneous of classes, positions, moments…i’ve too many photos of that day, maybe i’ll save some of them for the loooong winter!

Il prossimo week end è la volta della Dix Mille Tours sul circuito del Paul Ricard: e ovviamente io ci sarò. E’ il mio secondo evento sulle auto storiche da corsa quest’anno dopo la Coppa Intereuropa a Monza. Questa volta vedrò vetture appartenenti a ben cinque diverse categorie: Classic Endurance RacingGroup CSixties’ EnduranceTrofeo Nastro Rosso,  Challenge ASAVE. Alcune di esse sono simili a quelle viste a Monza ma non vedo l’ora di ammirare le incredibilmente veloci e leggendarie gruppo C in azione. Per introdurvi all’atmosfera che respirerete nei prossimi giorni ecco una serie di scatti inediti di giugno. E’ un insieme di classi, posizioni, momenti…ho veramente troppe fotografie di quel giorno, magari ne terrò un po’ per il luuungo inverno!

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Stickers love

Raise your hand if you’ve never tried to stick something on your bike, scooter, motorbike, car, truck, fridge, guitar, pc, wardrobe! It’s one of the easier way to give soul or simply a personal touch to an object, our footprint. And when it comes to custom world’s stickers they definitely know the deal. I posted a selection of  quarter panel windows and rear windows filled with cool graphics and vintage-inspired drawings. I think i can find thousands of inspirations watching these things: some of them comes directly from the states, other from international meetings and events. Most of them belong to VW Air Cooled enthusiasts, a really busy field in automotive movement.

Alzi la mano chi non ha mai provato ad attaccare qualcosa sulla propria bicicletta, motorino, moto, macchina, furgone, frigo, chitarra, computer, armadio! E’ uno dei modi più semplici per dare un tocco personale ad un oggetto, la nostra impronta. E quando si tratta del mondo del custom beh loro sanno verament eil fatto loro a proposito di adesivi. Quelle che ho inserito sono una serie di foto relative ad alcuni lunotti e finestrini posteriori coperti con grafiche fighe e disegni ispirati all’old school ed al vintage. Credo si possano trovare migliaia di ispirazioni guardando questo genere di cose: alcuni di essi arrivano direttamente dagli Stati Uniti, altri da raduni ed eventi nazionali ed internazionali. Molti appartengono ad appassionati di VW raffreddate ad aria, un campo molto attivo nel settore dell’automobilismo.

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Potato-potato @ Hills Race 2011

There are some things that grab the attention of anyone, no matter if he’s  a petrolhead or somebody who doesn’t care about cars, bikes, engines…Harley Davidson is one of these. If you are riding over it you can be pretty sure that almost everybody will turn his head to see what’s passing and what’s making that low peculiar noise. Because it’s all around THAT sound, one of the most recognizable signs in the whole world. V-Twins have come a long way from Milwaukee in more than a century of motorbike anthology. When i was younger my only thought during the day was how to make my little two strokes scooter go faster. Change parts, take away what was useless, upgrade components. It was all about performance, we didn’t give a damn about style.  I mean, we can’t consider change color or remove mirrors and indicators “style”. For us there was almost no sense in owning something with two wheels and not exploit all its performance. Then you get older and understand that there’s something more and different besides speed and its research. It’s a bit like to broaden your horizon, understand that bike culture allows people to develop many differents ideas about how to live your passion. Harley Davidson is known in every part of the world, you won’t find a place on earth where people haven’t ever seen one of these grumbling pieces of metal and leather. The big success of this brand is due to the image it brings, the imagery of freedom, the will to go its own way: but i think the thing that amuses the most people who enter Harley Davidson universe is customization.  Few other objects in the world can list a similar endless range of parts and styles.  There is almost no limits about what you can do around the 45° v-twin engine: i don’t even try to report all the names, terms, definitions because i’m a noob in this. I hope in the near future to get more and more used just to bring you cool shots and articles. So my selection of photos for this post is based on my personal taste, no cathegories or subdivisions: only the bikes that strike me the most among those which were lined up at the last Hills Race. Enjoy them!

Ci sono cose che attraggono l’attenzione di chiunque, non importa se sia un invasato o qualcuno a cui non frega nulla di auto, moto, motori…L’Harley Davidson è una di queste. Se si sta scorrazzando su una di esse si può essere ragionevolmente certi che pressochè tutti si gireranno a vedere cosa stia apssando e cos afaccia quel rumore così peculiare. Perchè ruota tutta intorno a QUEL suono, una delle firme più riconoscibili nel mondo intero. I V-Twin ne hanno fatta di strada da Milwaukee in più di un secolo di antologia della motocicletta. Quando ero un ragazzino il mio unico pensiero durante le giornate era come fare in modo che il mio piccolo scooter 2 tempi andasse più forte. Cambiare pezzi, togliere quello che non serviva, utilizzare componenti prestazionali. La performance era tutto, a me ed ai miei amici non fregava nulla dello stile. Nel senso, non si può considerare stile cambaire coloreo rimuovere frecce e specchietti. Per noi non aveva senso possedere qualcosa con 2 ruote e non cercare di tirar fuori tutte le sue potenzialità. Poi si cresce e  si inizia a capire che c’è molto di più e di diverso oltre alla velocità ed alla sua ricerca ossessiva. E’ un po’ come allargare il proprio orizzonte, capire che la cultura del motociclismo permette alle persone di sviluppare tantissime idee differenti su come vivere la propria passione. Harley Davidson è conosciuta in ogni parte del mondo, non troverete un punto sulla terra in cui la gente non abbia mai visto uno di questi borbottanti pezzi di metallo e pelle. L’enorme successo di questo marchio è dovuto all’immaginario che riesce a creare, la libertà, l’immagine, la volontà di andare per la sua strada: ma credo anche che la cosa che diverte di più chi entra nell’universo Harley sia la personalizzazione. Pochi altri “oggetti” nel mondo possono contare su un simile infinito raggio di pezzi e stili. Non c’è praticamente limite su quello che si può costruire attorno al V-Twin a 45°: non provo nemmeno ad elencare tutti i nomi, termini, definizioni, gergo perchè sono abbastanza “nuovo” in questo campo. Spero nel prosismo futuro di diventare sempre più ferrato per potervi portare nuovi scatti ed articoli. Per questo motivo la mia selezione di foto per questo post è basta esclusivamente sul mio gusto personale, nessuna categoria o suddivisione: solo le moto che mi hanno colpito di più tra quelle esposte all’ultima Hills Race. Godetevele!

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Muscle Museum

If I’ve to pick one example to explain somebody what USA Automotive is about i think i’do go for Muscles. I mean, hot rods are unbelievably cool, big 4×4 or pick ups are tipical everyday ride for millions of people…but Muscle are definitely the point. Thanks to movies, tv series and shows we all know words like Mustang, Camaro, Gran Torino, Dodge, Gto, Hemi, Cobra…in Europe we’re used to consider these big heavy cars  like something a bit useless with their huge displacement, automatic gearbox, bad handling and old technolgy. And i suppose it’s true, i mean cars are developed in different ways on the two sides of the ocean because there are different requirements. Anyway these words are nothing when you start to become keen about them: and maybe less when you’re lucky enough to stay close.  I’ve seen and read a lot on these cars, their name, their features, their differences: it’s not easy because many icons are built around a little number of chassis then distinguished via brands and limited editions. One thing i really dig about American way of thinking about automotive is the unlimited opportunities to change, modify, swap, transplant. And also their skill in building an imagery gives an unmistakable identity and flavour to any part of the car. Outside they strike you with their cartoons proportion and their incredible charisma but if only you lift the hood you’ll have an idea of what i mean. Almost all muscle cars have a V8 heart: there are tenths of versions, from small to huge displacements, naturally aspirated or with forced induction. This choice as you imagine makes all engine bays pretty similar in terms of layout and measures. That’s way many models share the same engine or can house another engine with similar volumes. Being alla quite similar when they come out the factory, the real fun is to modify them and also in this case the type of actions you can do is – sound strange – standard. They’re relatively simple motors so you can change headers, cams, carbs, intake manifolds, heads, radiator,sparks, pistons and a a few other things. A bunch of companies are well known in all the world for their products so putting something special under your hood is a bit like have an autograph on your car: every special part is easy to identify and shows proudly the name of the company, graphics, colours, particular finishing. So it’s easier to identify them and have an idea of how the engine behaves. Maybe rules on the street help this method: other countries (like Italy unfortunately) are very strict about these arguments so people who want to modify his car have to hide what is not allowed in order to avoid sanctions. The signs you petrolheads will immediately recognize are Edelbrock, Msd, Mopar, Holley just to list some of them. Eveything we consider out of sense on our roads becomes so right during these meetings. As you notice i’ve a soft spot for Muscles, especially some masterpieces like the obviously green Plymouth ‘Cuda, Mustang Mach1, Pontiac Gto, Mustang Boss 302, Dodge Challenger, Chevy Camaro and many more. In these cases you can see the difference beetween simply going fast and have fun: many modern cars have out-of-mind performances and speed but i bet everyone out there would like to sit in an old Muscle and go for a ride. It’s all about the way you feel, you can enjoy a 60 km/h ride and get bored of a 200 km/h shoot. I think special cars are just those who make you feel good at 60 km/h.

Se dovessi scegliere un esempio per spiegare a qualcuno il movimento automobilistico nordamericano penso andrei sulle Muscle car. Nel senso, gli hot rod cono fighissimi, i grandi fuoristrada e pick up sono la classica auto di tutti i giorni per milioni fi famiglie…ma le Muscle sono il top. Grazie a film, serie tv e spettacoli tutti ormai conosciamo termini come Mustang, Camaro, Gran Torino, Dodge, Gto, Hemi, Cobra…in Europa siamo abituati a considerare queste macchine grandi e pesantipiuttosto inutili con le loro cilindrate sconsiderate, cambi automatici, tenuta di strada approssimativa e tecnologia spesso superata. Ed in effetti sono osservazioni spesso corrette ma ricordiamoci che sui due lati dell’oceano le auto sono sviluppate secondo esigenze molto differenti. In ogni caso queste sono solo parole che contano poco quando si inizia ad appassionarsi: e contano ancora meno quando si ha la fortuna di stare in mezzo ad esse. Ho letto e visto moltissimo a proposito di queste auto, i loro nomi, le loro peculiarità, le loro differenze: non è affatto facile perchè molte icone sono costruite attorno ad un numero limitato di telai successivamente distinti attraverso i vari marchi ed edizioni limitate. Una cosa che realmente apprezzo del modo di pensare americano è la disponibilità di un numeor praticamente infinito di possibilità di sostituzioni, modifiche, trapianti, scambi. E inoltre la loro capacità di costruire un immaginario dà un inconfondibile identità e fascino ad ogni parte della macchina. Esternamente ti colpiscono con le loro proporzioni da cartone animato ed il loro incredibile carisma ma solo aprendo il cofano avrete un’idea di ciò che intendo. Praticamente tutte le muscle car hanno un cuore v8: esistono decine di versioni, da cubature minori a gigantesche, aspirazioen naturale o induzione forzata. Questa scelta come immaginate fa sì che tutti i vani motore siano piuttosto simili per quanto riguarda struttura e misure. Per questo molti modelli condividono il medesimo motore o possono utilizzarne altri con volumi simili. Essendo solitamente simili quando escono dalla fabbrica, il reale divertimento è modificarli ed anche in questo caso il tipo di azioni da compiere è – suona strano a dirsi – standard. Si tratta di motori relativamente semplici per cui si possono sostituire collettori di scarico, alberi a camme, carburatori, collettori di aspirazione, teste, radiatore, candele, pistoni e altri pezzi. Alcune aziende sono famose in tutto il mondo per i loro prodotti cosicchè mettere qualcosa di speciale sotto il cofano è un po’ come avere un autografgo sulla propria auto: ogni pezzo speciale è facile da identificare e mostra con orgoglio il nome della fabbrica, grafiche, colori, finiture particolari. Così è più facile identificarli e aver eun’idea di come il motore si comporta. Probabilmente le leggi ed i codici aiutano questo sistema: altri paesi (come sfortunatamente l’Italia) sono molto restrittivi su questi argomenti e di conseguenza chi vuole modificare la propria auto deve cercare di nascondere ciò che non è permesso per evitare multe e sanzioni. Le firme che voi appassionati riconoscerete  ad un primo sguardo sono Edelbrock, Msd, Mopar, Holley giusto per citarne alcuni. Tutto ciò che consideriamo senza senso sulle nostre strade diventa così giusto durante queste manifestazioni. Come avrete notato ho un debole per le muscle, specialmente alcuni capolavori coem la ovviamente verde Plymouth ‘Cuda, Mustang Mach1, Pontiac Gto, Mustang Boss 302, Dodge Challenger, Chevy Camaro e molte altre. In questi casi potete vedere la differenza tra andare solamente veloci e divertirsi: molte auto contemporanee hanno prestazioni e velocità da fuori di testa ma scommetto che quasi chiunque là fuori vorrebbe sedersi in una Muscle car e farsi un giro. E’ tutto in base a quello che senti , ci si può godere un giro a 60 all’ora ed annoiarsi in uno sparo a 200 all’ora. credo che le auto speciali siano proprio quelle che ti fanno sentire alla grande a 60 all’ora.

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“Drag Queens”

And you think that last post’s hot rod pics were cool? maybe because you haven’t seen them in action yet. It’s almost unbelievable to see in person these 80 years old mental vehicles launching into furious acceleration one against other. The pistonheads who own and drive them put themselves out to keep them alive and man these things know the deal! Maybe they’re not the fastest wheels on earth or haven’t the best sound but the smile on your face gets bigger and bigger every time they go pedal to the metal. No christmas tree here but like in good old days a proper pin up that drop the flag and here we go: only fun and atmosphere! Unfortunately (or luckily) there was quite a crowd so it has been hard to find my way to grab many shots: but these 11 captures are really funny to watch.

Pensavate che le foto degli hot rod nel precedente post fossero fighe? Forse perchè non li avete ancora visti in azione. E’ quasi incredibile vedere di persona questi veicoli assurdi vecchi di ottant’anni lanciarsi in feroci accelerazioni uno contro l’altro. Gli invasati appassionati che li posseggono e li guidano si impegnano anima e corpo per manternerli vivi e davvero questi mezzi sanno il fatto loro. Sicuramente non saranno le quattro ruote più veloci della terra, magari non avranno il suono migliore ma ti stampano un sorriso sulla faccia che diventa via via sempr epiù grande ogni volta che partono a tutto gas. Nessun albero di natale (il celebre semaforo utilizzato per le gare di accelerazione) ma come ai tempi d’oro una pin up con tutte le curve al posto giusto che sventola la bandiera e via: solo atmosfera e divertimento! Purtroppo (o per fortuna) c’era una bella folla per cui è stato abbastanza difficile trovar eil modo e lo spazio per scatatre un buon numero di foto: ma queste 11 catture sono davvero divertenti da guardare.

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Gas, Mud, Sun, Rubber, Smoke, Chrome, Oil, Leather, Steel, Grass, Rain, Rust, Nitrous, Skin.

Yes, it’s correct, these words are the best way to resume the Hills Races experience. It has been the first time for me to follow this event and i’m still thrilled now. What an amount of cars, motorbikes, styles, people, inspirations! I’m a Usa automotive fan ( like almost every on 4 wheels ) since i was a child but it’s something really difficult to follow here in Europe. In a unique event i had the opportunity to see in the flesh many of the machines i dreamt about for years: hot rods, rat rods, muscles, dragsters. Although the location is pretty simple – a small airport in the countryside – the atmosphere is really involving. I consider used cornfields one of the best background for these old ladies: the drag strip on one side and harvested corn on the other, like a vintage race track. All these materials combined togehther give this wonderful mix. I think this is the only event at the moment in Italy where you can see so many rare and unique rides altogether. This was the eight edition of the Hills Races, first was in 2004: since then many clubs and collectives have joined the meeting, giving it its unique flavour. During the three days there is the chance to see an entire collection of bugs from Hot Heads Garage, an huge rendez-vous of Harley Davidson enthusiasts – with an exibition of some heavily customized choppers, boppers and many more – a line up of 30s’ hot and rat rods from Rumblers club, some beasty Super gas, 3000 hp Funnycar, Pro stock dragsters, 1500 hp Drag motorbike and tons of American historic cars from muscles and pickups to contemporary brand new releases. Oh, and beside all this metal there are stand for parts, merchandise, apparel, food, live music and everything you can associate to this world. With all this stuff  i have to divide all the pics i took in 7/8 articles so after the two posts about bugs you’ll se dedicated selections for every cathegory: because every type deserve its space. It won’t be easy to find wider range  in automotive culture in grassroots events but i’m really disposed to know more about these clubs and this culture. Nel frattempo eccovi un po’ di immagini per cercare di comunicarvi lo spirito di quella giornata.

Si, è corretto, queste parole sono il miglior modo per riassumere l’espereinza alla Hills Races. Per me era la prima assoluta a quest’evento e sono ancora eccitato adesso. Che incredibile massa di auto, moto, stili, persone, ispirazioni! Sono un appassioanto di automobilismo americano ( come praticamente qualsiasi cosa su 4 ruote) sin da quando ero piccolo ma non è proprio la cosa più facile da seguire qui in Europa. In un unico evento ho avuto la possibilità di vedere dal vivo molte delle macchine che ho sognato per anni: hot rods, rat rods, muscles, dragters. Nonostante il luogo scelto per ospitare la manifestazione fosse piuttosto semplice – un piccolo aeroporto in campagna – l’atmosfera era davvero coinvolgente. Ritengo che i campi di grano siano uno dei migliori sfondi per queste vecchie signore: da un lato la striscia d’asfalto per le accelerazioni, dall’altra campi di grano mietuto,come una vecchia pista. Tutti questi materiali combianti insieme danno origine a questo magnifico mix. Credo che questo sia al momento l’unico evento in Italia dove si possono vedere così tante auto rare o uniche insieme. Questa è stata l’ottava edizione delle Hills Races, la prima fu nel 2004: da allora molti club e collettivi si sono uniti alla manifestazione, dandole quel sapore unico. Durante i tre giorni c’è la possibilità di vedere un’intera collezione di centinaia di Maggiolini VW degli Hot Heads Garage, un immenso rduno di appassioanti di Hrley Davidson – con una bella esposizione di chopper, bopper ed esemplari pesantmeente modificati – una schiera di hot e rat rod degli anni 30 del Rumblers Club, alcuni mostruosi dragster Super gas,  Funnycar da 3000 cavalli, Pro stock , moto dragster da 150 cavalli e tonnellate di auto americane storiche dalle muscle car e pick up fino alle ultime uscite contemporanee. Oh, e oltre a tutto questo metallo ci sono stand per parti speciali e ricambi, gadgets, vestiario, cibo, musica dal vivo e tutto quello che potete associare a questo mondo. Con tutta questa roba ho dovuto dividere tutte le immagini in 7/8 articoli così dopo i 2 post sui maggiolini troverete selezioni dedicate per ogni categoria: perchè ogni tipologia merita il suo spazio. Non sarà facile trovare un’offerta più ampia di cultura automobilistica e stilistica in eventi di base ma sono realmente disposto a saperne di più a proposito di questi club e su questa cultura. Meanwhile here there are some images just to give you an idea of the spirit of that day.


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A bug’s life – part 2

I always keep my promises so let’s check some mental vags that were hitting the strip. All of them used the epic flat 4 engine but while some had a soft tuning, others went for serious power and torque increase thanks to bigger displacements, bigger carbs, open exhaust, forced induction (mechanical and/or chemical). Their noise is something you wouldn’t expect from this type of car: you may think these modifies are only to improve their visual impact but you’ve to change your mind about it because these bugs are fast enough to stay ahead many powerful modern machines. The less modified can run the 1/4 mile in about 14 seconds while proper drag-spec built took the 10/11 seconds mark, something you wouldn’t believe until you see it with your own eyes. Its’ incredibly funny to see this shape struggling to put down every hp on the asphalt and it’s even funnier when they defeat Vettes, Muscles, modern and expensive cars. Aesthetically they keep the familiar feeling: steel bumpers are removed, interiors stripped but with iconic details almost untouched. The engine cover is lifted or removed in order to improve cooling and show all that mechanic goodness. Exhaust systems are really insane and in i particular i dig the single center “megaphone” muffler. One thing i really was impressed by was the start moment: when the driver disengages the clutch the torque makes the engine shake violently but everything is under control and the bug revs high gear after gear putting down serious speed. All the competitors showed period and style correct graphics and i’m very careful for these details. When some unwritten “rules” are respected the all movement is more trustworthy.  You’ll notice that there is an outsider among these bugs, it’s a white and brown VW combi but don’t let you fool by its aspect: believe me, it’s a true beast. It has been completely stripped out and its body is made of fiberglass and light materials: inside there is a  complete rollcage and a stroked 2300 cc engine that allows it to reach unbelievable performance. In the flesh it’s absolutely astonishing. Enjoy all this air cooled coolness, hope to find some more  soon!

Mantengo sempre le promesse per cui godiamoci una selezione delel Volkswagen che si sono sfidate sul quarto di miglio. Tutte adottavano l’epico quattro cilindri boxer ma mentre alcuni avevano solo modifiche lievi, altri vantavano considerevoli aumenti di potenza e coppia grazie a cilindrate maggiorate, carburatori più grandi, scarichi aperti, induzioni forzate (meccaniche e/o chimiche). Il loro suono è qualcosa che non ci si aspetta da questo tipo di auto: potreste pensare che si tratti di modifiche atte a implementare solamente il loro impatto visivo ma dovete ricredervi perchè questi maggiolini sono sufficientemente veloci da tener testa a molte potentissime auto contemporanee. Le meno modificate riescono a percorrere i 400 metri in circa 14 secondi mentre i mezzi appositamente costruiti per il drag li bruciano in 10/11 secondi, qualcosa che non ci si aspetterebbe finchè non lo si vede con i propri occhi. E’ assolutamente divertente vedere queste forme così particolari fa rdi tutto per mettere ogni cavallo sull’asfalto ed è ancora più divertente quando danno la paga a Corvette, Muscle car, auto moderne e costose. Esteticamente mantengono l’aspetto familiare: vengono rimossi i paraurti di metallo, svuotati gli interni ma lasciando pressochè intatti i dettagli iconici del cruscotto. La copertura del motore viene sollevata o rimossa per migliorare il raffreddamento e mostrare tutte le meraviflie meccaniche. I sistemi di scarico in particolare sono qualcosa di incredibile e in particolare apprezzo molto il lunghissimo terminale centrale a megafono. Un cosa che mi ha lasciato particolarmente sorpreso è il momento della partenza: quando il pilota lascia la frizione la coppia fa scuotere il motore violentemente da un lato all’altro ma tutto è sotto controllo – essendo una caratteristica comune – e subito il maggiolino si lancia urlando marcia dopo marcia raggiungendo considerevoli velocità. Tutti i partecipanti mostravano grafiche e livree correttamente realizzate per ispirazione stilistica e cronologica: sono molto attento a questi dettagli. Quando alcune regole non scritte vengono rispettate tutto il movimento diventa immediatamente più credibile. Noterete che c’è un intruso tra tutti questi beetle, è un VW combi bianco e marrone ma non lasciatevi ingannare dall’aspetto: credetemi, è una vera belva. E’ stato completamente svuotato e la carrozzeria è fatta di vetroresina e materiali leggeri: all’interno è stato sistemato un rollbar completo ed un motore da 2300 cc che gli permette di raggiungere prestazioni incredibili. Dal vero è assolutamente stupefacente. Godetevi tutta questa figosità raffreddata ad aria, spero di trovarne altra presto!

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A bug’s life – part 1

It’s quite banal to say that some cars are true milestones in automotive history but some of them have something more, they become a period costumes that embody the spirit of an era and a philosphy. I think that the Beetle is one of the most iconic among them. Not only it’s one of the top selling car of all time but it represents something different for every cathegory that adopted it without losing anything of its style and flavour. It was used by common people, workers, young folks, hippies, alternative musicians, hollywood stars, intellectuals, rebels and conformists, independent women in every part of the world in every role. So many versions have been developed on the Beetle structure that is quite difficult to list all of them. Its raw and solid semplicity allowed thousands of people around the globe to modify and customize it, making it one of the most succesful custom base of the 4-wheels history. Compared to other iconic rides for the masses it brings a lot more opportunities to be something else, whatever you want: it’s like a white sheet of paper for an enthusiast. I mean, Fiat 500 is another wonder of its time that keep intact its charme after almost six decades but it’s far more difficult to modify it because its part of a precise imaginary associated to a particular time and a particular country. The Mini is perhaps one of the most revolutionnary cars of all times and it has been used in extreme conditions and layouts. But its success is due to its british and classy flavour so it’s hard to imagine it in grassroots events and meetings. On the contrary the VW Bug has become a crowd favourite and still attracts thousands and thousands of enthusiasts from Germany to California, from Italy to Spain, Nothern Europe and many more: their aim is to restore and keep that functional in order to make them an extension of their personality.  I think this is the cause of  the flop of the Fictional re-edition of the late nineties. And i’m still not convinced about the new version which is going to hit the streets in a few months. Anyway why am i talking about air cooled vags? Because the Hills Races in Rivanazzano Airport is one of the best occasion to see hundreds of them coming from all Italy and many European countries. Some of theme are daily driver, others are show machines ans some of theme are drag beasts: all of them have in common an amazing coolness. Here you can have an example of how many  customizing schools and philosophies can be applied to these wonderful moving objects. Being a USA-inspired meeting obviously most of them were air-bagged and pin-up/rockabilly/50s addicted. And i’ve to admit this is probably my favourite style for air cooled Vags. It was almost impossible to shoot all of them i tried to grab some pictures of the models with more personality and style. Goin’ back home and starting watching my photos i was surprised how good these cars look and how photogenic they actually are. It’s a real pleasure to shoot at them, i think that the best angles are from ground level, the best way to give a realistic idea of how low they are. Some models have unbelievable attitudes: not all shine and gloss but real marks of time, rust, original interiors, details, period correct modified parts, graphics, colours, stickers…really i don’t know why we’ve to build new plastic anonimous cars when there’s so much goodness in good old days. I’m truly disappointed about the weather because on Sunday, when other tenths of Bugs and Combis were expected to reach the meeting, heavy rain ruined the show. I’m looking forward for next year event and i’m sure i’ll find the way to grab some other air-cooled coolness in the next months. Stay tuned, more drag vags in part 2!

E’ piuttosto banale affermare che alcune auto sono vere e proprie pietre miliari della storia dell’automobile ma alcune di esse hanno qualcosa in più, diventano parte del costume e incarnano lo spirito di un’epoca e di una filosofia. Credo che il Maggiolino sia una delle più iconiche tra di esse. Non  è solamente una delle auto più vendute di tutti i tempi ma rappresenta qualcosa di diverso per ogni categoria che l’ha “adottata” senza perdere un briciolo del suo stile e fascino. E’ stata usata da persone comuni, lavoratori, ragazzi, hippies, musicisti alternativi, star di hollywood, intellettuali, conformisti e ribelli, donne indipendenti in ogni parte del mondo in ogni ruolo. Sono state sviluppate così tante varianti a partire dalla struttura del Maggiolino che è piuttosto difficile riuscire ad elencarle. La sua rozza e solida semplicità ha permesso a migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo di modificarlo e personalizzarlo, facendone una delle basi di customizzazione di maggior successo nella storia delle 4 ruote. In confronto ad altri mezzi iconici per le masse il Beetle posta con se molte più opportunità di essere qualcos’altro, qualsiasi cosa si voglia: è come un foglio bianco per un appassionato. Ciò che intendo è che, per esempio, la Fiat 500 è un’altra meraviglia dei suoi tempi che mantiene intatto il suo fascino dopo quasi sei decadi ma è molto più difficile da modificare perchè parte di un immaginario bene preciso associato ad un’epoca ed un paese. La Mini è probabilmente una delle auto più rivoluzionarie di sempre ed è stata impiegata in condizioni e schemi estremi. Ma il suo successo è legato al suo fascino nobile e inglese per cui è dura immaginarsela in eventi e raduni di base. Al contrario il Maggiolino è diventato uno dei preferiti dalle folle e continua ad attrarre migliaia si seguaci dalla Germania alla California, dall’Italia alla Spagna al Nord Europa e molti altri: il loro intento è quello di  restaurarli e mantenerli funzionanti per trasformarli in vere e proprie estensioni della loro personalità. Credo sia questo uno degli altri motivi del flop della finta ri-edizione di fine anni novanta. E non sono ancora del tutto convinto riguardo all’ennesimo rifacimento che uscirà tra pochi mesi. In goni caso, perchè sto parlando di vecchie Volkswagen raffreddate ad aria? Perchè la Hills Races all’aeroporto di Rivanazzano è una delle migliori occasioni per vederne centinaia provenienti da tutta Italia e molti paesei Europei. Alcune di esse sono auto usate quotidianamente, altre prettamente oggetti per lo spettacolo, altre ancora sono delle belve da accelerazione: tutti hanno in comune un’incredibile figosità. Qui si può avere un esempio di quante scuole e filosofie di personalizzazione possano essere applicate a questi fantastici oggetti mobili. Essendo un evento dedicato principalmente al mondo statunitense ovviamente la maggior parte erano dotate di sospensioni ad aria ed uno stile ispirato agli anni50/rockabilly/pin-up. E devo ammettere che si tratta probabilmente del mio stile preferito per questo genere di vetture. Era pressochè impossibile riuscire a immortalarle tutte così ho cercato di catturare alcuni dei soggetti con maggiore personalità e stile. Una volta rientrato e dopo aver iniziato a controllare le immagini sono rimasto sorpreso da quanto queste macchine rendano in foto e di quanto siano fotogeniche. E’ un vero piacere scattar loro delle foto e penso che il miglior punto sia quasi a livello del terreno, il miglior modo per dare un’idea realistica di quanto siano basse. Alcuni esemplari hanno un carattere incredibile: non è tutto brillio e scena ma veri segni del tempo, ruggine, interni originali, dettagli, parti cronologicamente corrette, grafiche, colori, adesivi…davvero viene da chiedersi perchè si debbano costruire nuove auto plasticose ed anonime quando c’è così tanta bellezza nei bei vecchi tempi. Sono davvero dispiaciuto che a causa del diluvio di domenica non ci sia stata la possibilità di proseguire nell’osservazione considerando che altre decine di Maggiolini e Combi dovevano raggiungere il raduno. Già non vedo l’ora di tornare il prossimo anno ma sono sicuro che nel frattempo riuscirò a trovare altre meraviglie rffreddate ad aria. Continuate a sguirmi, vecchie glorie da accelerazione nella seconda parte!

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Just another 911 Rsr

I just made a post about the 911 3.0 Rsr when i spotted one model in a local Rally but it’s almost impossible not to show some love to this enthusiasts’ favourite. This blue model was parked in the huge back of the Imola paddock area, probably because the day before the Le Mans Series race some historical /vintage racing competition was hosted. The 1974 Rsr is probably one of the most iconic racing Carreras because of its lovely modeled wide fenders and its peculiar whale tail rear wing. Fuchs deep dish period correct rims where also on display to complete the wonderful overall aspect of the car. You’ve to admit it’s a surprisingly clean look for a full race car, every element is joined to the others to create an armonic shape.

Ho già parlato della 911 3.0 Rsr in un altro articolo, quando ne vidi una in un rally locale ma è quasi impossibile non voler vedere altro materiale di questa che è una delle auto preferite dagli appassioanti. Questo esemplare blu era parcheggiato nell’enorme area alle spalle del paddock della pista di Imola, probabilmente perchè il giorno prima della gare della Le Mans Series il circuito aveva ospitato una competizione per vetture storiche. L’Rsr del 1974 è probabilmente una delle Carrera da corsa più iconiche per via dei suoi parafanghi allargati e meravigliosamente raccordati e modellati e per la sua caratteristica ala posteriore a coda di balena. I profondi cerchi Fuchs a canale rovesciato, caratteristici dell’epoca, aiutano a completare il magnifico aspetto finale della vettura. Bisogna ammettere che si tratta di un aspetto sorprendentemente filante e pulito per una vera macchina da corsa, ogni elemento è unito agli altri per creare una linea armoniosa.


BMW M3 GT2

If i have to pick one car i would like see in the flesh this is definitely the BMW M3 GT2. I saw it in action many times in ALMS and LMS via blogs, streaming, magazines and so i was very curious about it and its performances. And i’ve to admit i’m pretty satisfied about it. The occasion was the 6h of Imola (i’ve tons of pics about this event, i saved them for this summer period because there are almost no activity): two official BMW with their top drivers were on the grid and immediately i felt the incredibly high standard of the project. You definitely see you’re in front of a super-professional team and car, developed by own factory members to be a worldwide winner. The M3 is just a wonderful car in standard version and thanks to GT2 class rules it becomes a real monster on the track: widened body, extreme aero, everything emphasize its aggressiveness. The factory livery is so clean and iconic and helps the whole to be so recognizable and epic. Some details are true motorsport art like the side exhausts, the huge front air intake, yellow headlights, vented hood, big rear wing, wide arches, side intakes for bak-mounted radiators. Pilots are some of the best covered-wheels performers: Farfus-Muller and Lamy-Werner. During the Imola 6h the two cars were way faster than Ferrari,Porches, Corvette and Aston Martin in GTE class but a drive through and some techincal issues  prevented them from an easy 1-2 win. I have the opportunity to observe and touch it after the competition and it’s stunning how well built and assembled it is: apart from some race-oriented solutions which require quick interventions and all the marks of the race(i spoke of them in a recent post) ,the car seems to be a road legal machine. It’s nice to see things like this because everyone could appreciate the high standards of professional motorsport projects. On the track there are no remarkable signs of any difficulty: the M3 sits well on the huge tires and shows an excellent balance and turning speed. The engine is almost the same 4.4 v8 of the Z4 GT3 i spoke of in many posts so a guarantee in terms of power, torque and reliability. It sounds high and rough like a real race engine should do. Although it’s a pretty big ride, its shape makes it appear smaller than it is: the only way to perceive its dimension is when the M3 is near Porches and Fearrari which are a bit lower (being fully sport car in origin instead of tuned version of standard coupes). I was able to shoot at it from almost every inch of the track so enjoy all the pics!

Se dovessi scegliere un’auto che avrei voluto vedere dal vero sarebbe sicuramente la BMW M3 GT2. Ho avuto modo di vederla in azione numerose volte nell’ALMS e LMS attraverso blog, streaming e riviste cosicchè ero molto curioso riguardo alle sue prestazioni. E devo ammettere che sono rimasto parecchio soddisfatto. L’occasione è stata la sei ore di Imola (ho centinaia di foto riguardo questo evento, le ho tenute per questo periodo estivo perchè per molti campionati non sono in vista attività a breve termine): due BMW ufficiali con i loro piloti di punta erano schierate in griglia ed immediatamente ho percepito gli altissimi standard di questo progetto. Ci si accorge quando si è di fronte a una scuderia ed una vettura super-professionali, sviluppata dalla casa madre per essere una vettura competitiva in tutto il panorama mondiale. L’M3 è un’auto splendida di per sè già in versione stradale e grazie alle regole della classe GT2 può diventare un vero e proprio mostro in pista: carrozzeria allargata, aerodinamica estrema, tutto sottolinea la sua aggressività. Lo schema cromatico è così pulito e iconico da renere il tutto immediatamente riconoscibile ed epico. Alcuni dettagli fanno parte dell’arte delle competizioni motoristiche come gli scarichi laterali, la grand epresa d’aria anteriore, le lampade gialle, il cofnao con le grandi aperture, l’alettone posteriore, i passaruota bombati, le prese d’aria laterali per i radiatori posteriori. I piloti sono alcuni tra i migliori interpreti delle ruote coperte: Farfus-Muller and Lamy-Werner. Per tutte le sei ore di gara le due BMW sono state le auto più veloci nella categoria GTE tra Ferrai, Porsche, Corvette e Aston Martin ma una penalizzazione ed un guaio meccanico hanno impedito loro un facile 1-2. Ho avuto l’opportunità di osservare e toccare la vettura dopo la corsa ed è stupefacente quanto sia ben costruita ed assemblata: a parte alcune soluzioni richieste dall’uso in pista che richiedono velocità e facilità di intervento ed alcuni segni di usura dovuti alle sei ore di gara (ne ho parlato in un recente articolo), la vettura poteva essere scambaita per una stradale. E’ sempre bello vedere cose di questo genere perchè rendono possibile apprezzare gli alti livelli delle competizioni professionistiche. In pista non vi sono segni di difficoltà o incertezze: l’M3 si assesta bene sulle sue gomme larghe e dimostra un eccellente bilanciamento e velocità di percorrenza. Il motore è all’incirca lo stesso 4.4 v8 della Z4 GT3 di cui ho parlato in numerose occasioni per cui una garanzia in termini di potenza, coppia ed affidabilità. Suona alto e roco come un vero motore da corsa deve fare. Pur essendo una vettur epiuttosto grande, la sua linea la fa apparire più piccola di quanto in realtà non sia: l’unico modo per percepire le sue dimensioni è quando è prossima a Porsche e Ferrari che sono un po’ più basse (essendo in origine vere e proprie auto sportive con meno compromessi invece che una versione speciale di una comune coupè). Grazie alla durata della gara sono riuscito a scattarle foto quasi da ogni centimetro della pista, per cui godetevi le foto!


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3D Parking

I recently got a bit involved in 3d effects and in particular the “anaglyph”: don’t worry, it’s the technical name of the classic red/blue glasses. I like it because it’s possible to have good results without expensive tools and it’s a matter of tecnique and attempts. I found many tutorials about them, you can act on color balance, channels, fusion options: it’s all about to you and your style and feels. The good thing is that there is a lot of degree of freedom according to the effect you want to obtain. These are my first example but i’m sure i’ll manage to find the way to emphasize the depth and the three-dimensionality of the scene. I hadn’t so much time to take these images so i’m sure i can improve a lot: the pics refers to some cool rides i found in a parking area in Paul Ricard circuit, near visitors reception. They’re all recognizable enthusiasts favourites, from the heavy tuned-WRC inspired  Impreza sedan to the pristine snow-white Audi R8 V10, from a gorgeous Lamborghini Diablo to a menacing heavy-weight muscle like this modified Shelby GT500 Super Snake.

Recentemente mi è capitato di interessarmi agli effetti 3d nella fotografia ed in particolar modo all'”anaglifo”: non vi preoccupate, so tratta solamente del termine tecnico che identifica i classici occhialini rossi e blu. Lo apprezzo perchè è possibile ottenere buoni risultati senza dover necessariamente ricorrere all’ausilio di attrezzature complesse ed è tutta questione di tecnica e tentativi. Ho trovato numerosi tutorials sull’argomento, si può agire sul bilanciamento dei colori, canali, opzioni di fusione: sta a noi poi ed al nostro stile e tecnica. Il pregio è che il margine è molto ampio in base all’effetto che si desidera ottenere. Questi sono i miei primi esempi ma sono sicuro che riuscirò a trovare il modo per enfatizzare la profondità e la tridimensionalità della scena. Non avevo molto tempo per realizzare le catture necessarie per cui sono convinto di poter migliorare parecchio: le immagini si riferiscono ad alcuni mezzi di rilievo che ho trovato in uno die parcheggi interni del circuito Paul Ricard, nei pressi dell’area accoglienza visitatori. Si tratta di riconoscibilissime icone per appassionati, da una Impreza pesantemente elaborata ed ispirata alle belve del WRC ad una candida ed immacolata Audi R8 V10, da una perfettamente conservata  Lamborghini Diablo ad un minaccioso peso massimo come la Shelby GT500 Super Snake.

Audi R8 V10

Shelby GT500 Super Snake

Subaru Impreza V-spec

Lamborghini Diablo


2011 Fia GT3 @ Paul Ricard – Part 2

I told you almost everything in the first part but i’ve so many photos to share that it was impossible to insert all them in only one article.I focused in particular on the coolest liveries and some detalis ( like Astons’ backfires ). First of all, the immaculate Team Need for Speed BMW Z4:  the more i see it the more i think that all-white is not an emergency second best: it’s almost impossible to confuse it with other cars on the track and all the dirt, scrapes, scratches, marks are more evident than ever, gaving it even more personality. Although i retain that black and blue don’t go together very well, the French Audi was pretty cool and menacing to see, as well as the black/red/white Belgian one. I’m a bit disappointed that none of the SLS Mercs showed a proper livery to emphasize its nice shape but the Deutsch one was a bit more interesting than others. The Czech one has some McLaren reference with the silver base and fluo red marks, but it definitely lacks of presence. Going back to Audi surely the Legend Motorsports cars with their iconic national colours was clearly outstanding on the grid: this team really embodies the championship aim,that is to say to put in competition cars from many different countries which should exhibit their provenance more plainly.

Vi ho già detto quasi tutto nella prima aprte ma siccome ho veramente tante foto da condividere era impossibile riuscire a farle stare tutte in un solo articolo. Qui mi sono concentrato in particolare sulle livree più interessanti e su alcuni dettagli ( come ad esempio le fiamme dagli scarichi delle Aston Martin ). Per prima la candida BMW Z4 del Team Need for Speed: più la vedo più penso che questa non sia affatto una soluzione di ripiego dovuta all’emergenza. E’ quasi impossibile confonderla con altre auto sulla grglia e tutta la sporcizia, i segni, i graffi, gli urti sono ancora più evidenti, conferendole molta più personalità. Sebbene io non consideri il nero/blu un abbinamento particolarmente piacevole, l’Audi francese  era piuttosto gradevole e minacciosa da vedere, almeno quanto l’esemplare belga nero/rosso e bianco. Il mio maggiore rammarico è dovuto al fatto che praticamente nessuna delle Mercedes SLS AMG “indossasse” una colorazione appropriata ad esaltarne le linee estreme ma tra queste l’esemplare tedesco era l’unico a risultare un po’ più interessante.Il team Cceo aveva alcuni rimandi all’iconografia McLaren con la base argento ed i dettagli rosso fluo ma nel complesso era abbastanza carente a livello di presenza. Tornando alle Audi sicuramente le due auto del Ledend Motorsports con gli iconici colori della bandiera spiaccavano in mezzo a tutte: questa scuderia decisamente incarna lo spirito del cmapionato, ovvero quello di mettere in competizione auto provenientti da molti paesi diversi e che mostrino chiaramente la loro provenienza.

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2011 Fia GT3 @ Paul Ricard – Part1

Everytime i see GT3s going round tracks i’m more and more convinced that this is definitely THE proper gt cathegory. I mean, it’s almost the only filed where you can see so many different brands altogether. This year i decided to follow the first part of the race on the finishing line, just on front of the pitlane. So i could observe cars on the grid before the start and enjoy the emotion of green lights. I focused a bit more on the Mercedes SLS AMG because it’s a new arrival of 2011 and i’ve to admit it has the real racing pedigree (although it sounds like a double helix cargo airplane when its drivers welded their foot on the gas). Its cartoon proportion work well with th big rear wing and low front splitter. Its huge engine allowed the SLS to be very tough in straights but for what i’ve seen it seems suffering a bit of undesteer in tight curves: drivers had to use way more steering angle than other cars to put the front wheels in the proper trajectory. It’s probably due to the extremly long wheelbase. I just also noticed a strange lack of porsches but the 2010 champion white /blue NEC sponsored one was super strong and consistent, so strong that it took a good win on Sunday’s race. The renewed BMW Z4 were really unlucky for all the weekend, suffering technical issues, impacts and lack of speed. Speaking of liveries i found the all-white Team Need for Speed Z4 pretty sick, especially with the deep all-matt black rims: it had some pretty nascar/slot car flavour, like a big toy. Ferrari were really under my expectations: probably this car  would need a bigger team to exploit all its great potential. The R8 looked great as usual with is fluent and compact body and its lovely engine note (Lamborghini engine) just like her cousin,  the unique Gallardo who won saturday race. What really surprised me was the competitiveness of the Aston Martin which is one of oldest car on the field. The two cars were involved all the time for high positions and one had the race lead for a few laps until the Porsche took first positions. And they also showed some pretty backfire which – as you may know – is something i really love. Ford GT, in the smaller version than the superwide Gt1, fought againt Fearrari for almost all the comeptition. On the complex they all put down a great show and i’m looking forward to see next year line-up with Nissan and McLaren to join the fight!

Ogni volta che vedo le GT3 girare sui circuiti mi convinco sempre più che sia la categoria GT più appropriata. Nel senso che è praticamente l’unico ambito in cui si possono vedere così tanti marchi coinvolti allo stesso tempo. Quest’anno ho deciso di seguire la prima aprte di gara da una posizione diversa rispetto allo scorso anno, precisamente dal rettilineo del traguardo, proprio di fornte alla corsia dei box. In questo modo ho potuto osservare le auto sulla griglia prima della partenza e vivere l’emozione dei semafori verdi. Mi sono concentrato maggiormente sulla nuova MERCEDES SLS AMG poiche è una delle novità di quest’anno e devo ammettere che ha davvero il pedigree delle corse (anche se ha lo stesso rumore all’incirca di un aereo da trasporto ad elica quando è lanciata a tutta velocità). Le sue proporzioni da cartone animato con quel muso lunghissimo si sposano bene con il grande splitter anteriore e l’alettone posteriore. Il suo motore a così alta cubatura le permette di essere un brutto cliente sui rettilinei ma mi è sembrato di notare un leggero sottosterzo in entrata delle curve lente dove i piloti necessitavano un maggiore ancolo di sterzata rispetto alle vetture concorrenti per impostare la corretta traiettoria. Questo è probabilmente dovuto alla lunghezza del passo e dal peso del propulsore. E’ stato strano constatare la quasi totale mancanza di Porsche ma la vettura campione in carica, la bianca e blu sponsorizzata NEC che si è dimostrata velocissima e costante , talmente veloce da riprendere l’Aston e vincere la gara di domenica. Le rinnovate BMW Z4 sono  state protagoniste di un fine settimana sfortunato dovendo arrendersi a noie meccaniche, incidenti e una certa mancanza di competitività. A proposito di livree, quella interamente bianca del team Need for Speed è stata una delle più forti da vedere, specialmente in abbinamento ai profondi cerchi nero opaco: il tutto dava un’idea mlto nascar/macchinina, quasi una specie di giocattolo fuori scala. Le Ferrari sono risultate molto al di sotto delle mie aspettative: molto probabilmente necessiterebbe qualche team più grande ed attrezzato per sfoderare tutto il suo grande potenziale. L’AUDI R8 era sugli scudi come sempre, con la sua linea fluida e comaptta ed il suo bellissimo rombo (motore Lamborghini) esattamente come la sua unica cugina Gallardo che ha vinto la gara del sabato. Una cosa che mi ha sorpreso è stata la competitività delle ASTON MARTIN, ormai una delle auto che da più tempo prendono parte al campionato. Le due vetture schierate sono sempre state coinvolte nella lotta per le posizioni di vertice e una delle due ha condotto una aprte di gara prima del recupero della PORSCHE. Inoltre hanno sfoderato delle pregevoli fiamme che – coem avrete forse notato – sono una caratteristica che apprezzo molto. Le due FORD GT hanno combattuto strenuamente contro le FERRARI per praticamente tutta la corsa. Nel complesso le 28 vetture presenti hanno dato spettacolo e non vedo l’ora di vedere il parco partenti del prossimo anno con NISSAN e MCLAREN che giungernano per unirsi alla battaglia!

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