Posts tagged “la motociclo

Rombo di Tuono 2011: Part 4 – Stunning projects

Fourth part: time to focus on some of the most incredible creations i saw at the show. I know, it’s a subjective point of view – because there were surely more than 50 bikes that deserved a dedicated post or article – but  it’s my point of view and i decided to choose these 4 models. It’s a bit hard to find informations about these things so tried to understand mostly by myself. Hope to be right!

Quarta parte: tempo di concentrarsi su alcune delle realizzazioni più incredibili tra quelle viste alla manifestazione. Lo so, è un punto di vista soggettivo – visto che c’erano sicuramente almeno 50 moto che avrebbero meritato un articolo dedicato – ma è il mio punto di vista, per cui ho deciso di scegliere questi 4 esemplari. Non è facile trovar einformazioni a proposito di questi oggetti per cui ho cercato di far eil possibile per tirar fuori il massimo da ciò che ho osservato. Spero di non aver commesso errori!

The first of them is the bridge beetween bycicle and motorbike. It’s a unique mix of components and ingegneristic solutions: and for this reason it’s called “La Motociclo”. It was exposed in the “Harley-Davidson Livorno” stand and it was by far the most eyes-grabbing bike in this part of the pavillion. Every component except the engine was custom built an reminds some vintage salt-lake racers. It’s hard to decide where to start: the transmission is one of the most unusual system i’ve ever come across. It starts on the left side of the engine, then after 2 pulley and a belt it switches on the right side, where a chain system and another transmission shaft bring traction again on the left side. This point is where the magic happens: the gearbox in fact has two separated parallel chains with different wheel (a short and a long gear ratio) and a mechanical derailleur switch from one to the other. To change gear there is a little lever near the saddle. Tires are slick and are really tight compared to most of the other bikes at the event: this allows customizer to obtain a really small front section that increase the vintage-racing-inspired flavour. The handlebar has the same bend of some racing bicycle: same goes for the front brake system. There are three levers: the small one on the right is to activate front brakes, the othe rone on the right activates (through a long and complicated system of tool heads and cables) the back drum brake. To be honest i really don’t know which is the function of the left lever! All this parts contribute in creating the feeling to see and to drive something really different.

La prima di queste è questo anello di congiunzione tra moto e bicicletta. E’ un insieme unico di componenti e soluzioni ingegneristiche: per questa ragione è chiamata “La Motocliclo”. Era esposta nello spazio dell'”Harley-Davidson Livorno” ed era di gran lunga l’oggetto in grado di catturare più sguardi in tutta quest’area del padiglione. Ogni componente – escluso il motore – è sttao costruito su misura e rimanda all’immagine di certe moto del primo ‘900 per i record di velocità sui laghi salati. Difficile decidere da dove partire: la trasmissione è sicuramente uno dei sistemi più inusuali in cui mi sia mai imbattuto. Parte sul lato sinistro del motore direttamente dall’albero e attrvaerso 2 puleggie e una cinghia si trasferisce sulla destra, dove un altro sustema a catena riporta la trazione sul lato opposto. Qui è dove avviene la “magia”: il cambio è in realtà costituito da 2 circuiti a catena separati (uno con una corona più grande-rapporto corto-ed uno con corona piccola-rapporto lungo) ed un deragliatore meccanico che trasferisce la forza motrice sull’uno o sull’altro. Per il cambio marcia c’è una piccola leva vicino alla sella. Le gomme sono da competizione prive di scolpitura e sono molto strette se confrontate con quelle di tutte le altre moto presenti all’evento: questo ha permesso ai preparatori di ottenere una sezione frontale molto ridotta che incrementa l’impressione di esser ein presenza di una moto da corsa d’epoca. Il manubrio ha la stessa forma piegata di alcune bici da corsa: lo stesso vale per i freni anteriori. Ci sono 3 leve: la piccola sulla destra aziona i pattini per la frenatura, quella sull’estremità esterna di destra aziona (attraverso un lungo e complicato sistema di rinvii e cavetti) il freno a tamburo posteriore. Ad essere onesti non so invece quale sia la funzione della leva sulla sinistra! Tutti questi componenti contribuiscono nella creazione della sensazione di ammirare e guidare qualcosa di realmente differente.

This classy model is from Gallery Motorcycles and is called Tazio – in memory of the legendary Tazio Nuvolari. The customizer – Mirko Perugini – managed to obtain a very smooth and clean result: the brown/cream color scheme is very appropriate to give a vintage effect. The choice of details and finishing follows this concept. The frame is custom built and it’s based on chrome-molybdenum steel: it houses a 1800 Rev Tech engine with a unique exhaust system and a custom built oil tank. The cherry saddle is another minimalistic detail to love. I found the front suspension layout very interesting: the fork has an air shock controlled by a dedicated electronic control unit. 18 wheels with chrome spokes and black lip are the final touch to complete a wonderful realization.

Questo elegante esemplare proviene da  Gallery Motorcycles ed è chiamata Tazio - in memoria del leggendario Tazio Nuvolari. Il creatore – Mirko Perugini – è riuscito ad ottenre un risultato davvero pulito e filante: lo schema cromatico rame/brunito in abbinamento al crema è davvero appropriato per conferire un aspetto vintage all’insieme. La scelta dei dettagli e delle finiture segue quindi quest’idea. il telaio è costruito ad hoc e si basa su una struttura tubolare in acciaio rinforzato con cromo-molibdeno: ospita un generoso propulsore Rev Tech 1800 con un particolare scarico dedicato ed un serbatoio dell’olio sotto di esso che riprende la forma del terminale. La sella in legno di ciliegio è un altro dettaglio da amare. Ho trovato molto interessante la conformazione della sospensione anteriore: la forcella ha un ammortizzatore ad aria controllato da un’apposita centralina elettronica. Il gruppo ruota da 18 pollici con raggi cromati e canale nero è il tocco finale per completare una magnifica realizzazione.

This unfinished-look creation was an Xl hardtail supercharged: with its raw metal finishing it proudly showed its main feature – the big turbocharger on the right side of the v-twin. Gotta love the heat wrapped exhaust headers with their racing flavour. I’m looking forward to see if it in the near future it will be modified. It would be also nice to listen to its noise, i bet it’s rough and wild: with a proper paint work i’m sure this thing could really stand out!

Questa creazione dall’aspetto incompleto è una Xl hardtail supercherged: con il suo metallo lasciato nudo mostrava con orgoglio la sua peculiarità – il sostanzioso turbocompressore sul lato destro del v-twin Harley. Fantastici i collettori di scarico fasciati con nastro anti-calore per un perfetto apsetto corsaiolo. Non vedo l’ora di vedere se in futuro sarà modificata. Sarebbe anche interessante sentire il suo rumore, scommetto che sia rauco e assolutamente selvaggio: credo che con una verniciatura ben fatta questìoggetto potrebbe davvero risaltare.

Gallery Motorcycles is the workshop behind this marvelous “Purple”, a 1340 replica Knuclhead and Mirko Perugini the man who made it possible. One of the first things to attract the look is the front leaf spring forks: a rather unusual part but it gives a lot of carachter to the bike. I particularly like the back brake  that uses the chain wheel as a disc: the caliper is positioned in the “v” created by the frame. The matte purple paint is something different from the usual candy/glossy colours, especially considering that also the Cylinder block is painted in the same tone. The equal lenght exhaust pipes are a really nice addiction. “Purple” took part in many contests with excellent results: a great return for Mirko’s work.

Gallery Motorcycles è l’officina dietro la bellissima “Purple”, una replica Knuclhead 1340, e Mirko Perugini l’uomo che l’ha resa possibile. Una delle prime cose a catturare lo sguardo è la forcella anteriore a balestra: un pezzo abbastanza insolito ma che conferisce un sacco di carattere alla moto. Trovo particolarmente piacevole lla soluzione del freno posteriore che usa la corona della trasmissione come disco: la pinza è collocata nella “v” creata dai tubolari del telaio. La colorazione viola opaca è senza dubbio qualcosa di diverso dai consueti colori canfy o super lucidi, specialmente se si considera che anche il blocco dei cilindri è colorato nello stesso modo. I condotti di scarico presentano la stessa lunghezza tra di loro e rappresentano davvero un bel tocco. “Purple” ha preso parte in numerosi concorsi nazionali ed internazionali con eccellenti risultati: sicuramente una grande gratificazione per il lavoro di Mirko.

This mind-blowing rusty piece of metal is named “Nautilus” and features some supercool items: look for example at the heat-wrapped  2 in 1 exhaust pipes with left-side exit or the kick starter on the right. The black springer fork fits perfectly the overall post-war imaginery, as well as the rust-covered parts like fuel tank, back tire cover and the wonderful Buick Delco combination switch. The double belt with the open clutch, the little Psi pressure gauge on the right of the engine near the pushrods push this built further in its uniqueness. I’m personally addicted to this raw finishing rat style, i think this is how i’d make my ride if i could. I looked for informations about this stunning project but it was almost impossibile, be sure i’ll update this post if i fond something more!

Questo assurdo pezzo di metallo arrugginito si chiama “Nautilus” a porta con sè alcuni particoari fighissimi: guardate per esempio lo scarico 2 in 1 con uscita sul lato opposto a quello convenzionale e tutto completamente fasciato con nastro anti-calore oppure la leva per la messa in moto manuale. La forcella springer nera si inserisce perfettamente nel look generale da immaginario post-conflitto, così come il parafango posteriore, serbatoio e il supporto interruttori Delco di una Buick, tutti rigorosamente arrugginiti. La doppia cinghia con frizione aperta, il piccolo indicatore analogico della pressione proprio a ridosso delle coperture dei biancieri spingono questa realizzazione ancora più avanti nella sua unicità. Sono personalmente appassioanto per i mezzi che presentano questa finitura “rat”, credo che sarebbe il risultato a cui aspirerei se potessi avere qualcosa del genere per le mani. Ho cercato informazioni su questo incredibile progetto ma è stato presoochè impossibile trovarle, state certi che aggiornerò l’articolo se riuscirò a trovare qualcos’altro!


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