Intercontinental Le Mans CUP @ Imola – Dirt/Scrape/Scratch

If  i’ve to pick one thing that people ignore about races and racing cars is how they look afetr hours of speed and battles. Watching these pics you can really have an idea of what i mean. Everybody is used to think that races are all about the pursuit of perfection: this is true when we talk about performance, but everything else is just pure function. So if in everyday life body parts are there to make a recognizable shape and give the car its brand identity, in competitions they have to protect the precious mechanical parts from impacts and scraping and ensure the machine correct cooling and downforce. When function ties with form it’s obvious that finishing is not a priority. They only have to combine their “new” usage with the original aspect of the road-going car the race version comes from: but although we easily recognize the car, the total number of parts the two version have in common is very little. Being safety issues very different beetween race and street, body parts can be replicated without many restrictions. Pieces are removed and changed frequently so their allignment, fixing systems and finishings have that “beacuse-race-car” flavour, that is to say they’re usually raw and simple. And that semplicity has to resists to all racing  injuries and after the great battle they show every wound and every hit. Track acts on them like a crazy painter and results in my opinion is just amazing. These cars are wonderful when pristine but so dirt and ruined they become pieces of art.

Se dovessi scegliere una cosa in particolare che molti ignorano sulle corse e le auto da gare è come esse appaiono dopo ore di velocità e battaglie. Guardando queste immagini si può avere un’idea di ciò che intendo. Si è sempre portati a pensare che le competizioni siano rivolte esclusivamente alla ricerca della perfezione: questo è vero quando parliamo delle prestazioni ma tutto il resto è mera funzione. Così, se nella vita di tutti i giorni le parti di carrozzeria devono contribuire a dare all’auto la sua forma caratteristica e la sua identità di marchio, nelle competizioni esse devono soprattutto proteggere la preziosa meccanica da danni e sfregature ed assicurar eun corretto raffreddamento ed una corretta deportanza. Quando la forma collima con la funzione è ovvio che le finiture non siano una priorità. Devono solamente combinare il loro “nuovo” utilizzo con l’aspetto originale della macchina standard da cui la versione da corsa proviene: ma anche quando riconosciamo a prima vista l’auto, il numeor totale delle aprti che le due versioni hanno in comune è estremamente ristretto. Essendo le regole riguardo la sicurezza molto diverse tra strada e pista, i pannelli possono essere realizzati con meno restrizioni. Le varie parti devono essere rimosse e sostituite frequentemente per cui il loro allineamento, i sistemi di fissaggio e le finiture sono grezzi e semplici, con quell’aria di “fatto così perchè si tratta di una macchina da corsa”. Questa semplicità deve riesistere a tutte le sollecitazioni e dopo la battaglia tutte le ferite e tracce sono ben visibili. La pista agisce su di esse come un pittore astratto ed il risultato è a mio parere stupefacente. Le vetture da gare sono splendide quando si presentano immacolate ma una volta rovinate e sporcat ein quesot modo diventano veri pezzi d’arte.

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