Muscle Museum

If I’ve to pick one example to explain somebody what USA Automotive is about i think i’do go for Muscles. I mean, hot rods are unbelievably cool, big 4×4 or pick ups are tipical everyday ride for millions of people…but Muscle are definitely the point. Thanks to movies, tv series and shows we all know words like Mustang, Camaro, Gran Torino, Dodge, Gto, Hemi, Cobra…in Europe we’re used to consider these big heavy cars  like something a bit useless with their huge displacement, automatic gearbox, bad handling and old technolgy. And i suppose it’s true, i mean cars are developed in different ways on the two sides of the ocean because there are different requirements. Anyway these words are nothing when you start to become keen about them: and maybe less when you’re lucky enough to stay close.  I’ve seen and read a lot on these cars, their name, their features, their differences: it’s not easy because many icons are built around a little number of chassis then distinguished via brands and limited editions. One thing i really dig about American way of thinking about automotive is the unlimited opportunities to change, modify, swap, transplant. And also their skill in building an imagery gives an unmistakable identity and flavour to any part of the car. Outside they strike you with their cartoons proportion and their incredible charisma but if only you lift the hood you’ll have an idea of what i mean. Almost all muscle cars have a V8 heart: there are tenths of versions, from small to huge displacements, naturally aspirated or with forced induction. This choice as you imagine makes all engine bays pretty similar in terms of layout and measures. That’s way many models share the same engine or can house another engine with similar volumes. Being alla quite similar when they come out the factory, the real fun is to modify them and also in this case the type of actions you can do is – sound strange – standard. They’re relatively simple motors so you can change headers, cams, carbs, intake manifolds, heads, radiator,sparks, pistons and a a few other things. A bunch of companies are well known in all the world for their products so putting something special under your hood is a bit like have an autograph on your car: every special part is easy to identify and shows proudly the name of the company, graphics, colours, particular finishing. So it’s easier to identify them and have an idea of how the engine behaves. Maybe rules on the street help this method: other countries (like Italy unfortunately) are very strict about these arguments so people who want to modify his car have to hide what is not allowed in order to avoid sanctions. The signs you petrolheads will immediately recognize are Edelbrock, Msd, Mopar, Holley just to list some of them. Eveything we consider out of sense on our roads becomes so right during these meetings. As you notice i’ve a soft spot for Muscles, especially some masterpieces like the obviously green Plymouth ‘Cuda, Mustang Mach1, Pontiac Gto, Mustang Boss 302, Dodge Challenger, Chevy Camaro and many more. In these cases you can see the difference beetween simply going fast and have fun: many modern cars have out-of-mind performances and speed but i bet everyone out there would like to sit in an old Muscle and go for a ride. It’s all about the way you feel, you can enjoy a 60 km/h ride and get bored of a 200 km/h shoot. I think special cars are just those who make you feel good at 60 km/h.

Se dovessi scegliere un esempio per spiegare a qualcuno il movimento automobilistico nordamericano penso andrei sulle Muscle car. Nel senso, gli hot rod cono fighissimi, i grandi fuoristrada e pick up sono la classica auto di tutti i giorni per milioni fi famiglie…ma le Muscle sono il top. Grazie a film, serie tv e spettacoli tutti ormai conosciamo termini come Mustang, Camaro, Gran Torino, Dodge, Gto, Hemi, Cobra…in Europa siamo abituati a considerare queste macchine grandi e pesantipiuttosto inutili con le loro cilindrate sconsiderate, cambi automatici, tenuta di strada approssimativa e tecnologia spesso superata. Ed in effetti sono osservazioni spesso corrette ma ricordiamoci che sui due lati dell’oceano le auto sono sviluppate secondo esigenze molto differenti. In ogni caso queste sono solo parole che contano poco quando si inizia ad appassionarsi: e contano ancora meno quando si ha la fortuna di stare in mezzo ad esse. Ho letto e visto moltissimo a proposito di queste auto, i loro nomi, le loro peculiarità, le loro differenze: non è affatto facile perchè molte icone sono costruite attorno ad un numero limitato di telai successivamente distinti attraverso i vari marchi ed edizioni limitate. Una cosa che realmente apprezzo del modo di pensare americano è la disponibilità di un numeor praticamente infinito di possibilità di sostituzioni, modifiche, trapianti, scambi. E inoltre la loro capacità di costruire un immaginario dà un inconfondibile identità e fascino ad ogni parte della macchina. Esternamente ti colpiscono con le loro proporzioni da cartone animato ed il loro incredibile carisma ma solo aprendo il cofano avrete un’idea di ciò che intendo. Praticamente tutte le muscle car hanno un cuore v8: esistono decine di versioni, da cubature minori a gigantesche, aspirazioen naturale o induzione forzata. Questa scelta come immaginate fa sì che tutti i vani motore siano piuttosto simili per quanto riguarda struttura e misure. Per questo molti modelli condividono il medesimo motore o possono utilizzarne altri con volumi simili. Essendo solitamente simili quando escono dalla fabbrica, il reale divertimento è modificarli ed anche in questo caso il tipo di azioni da compiere è – suona strano a dirsi – standard. Si tratta di motori relativamente semplici per cui si possono sostituire collettori di scarico, alberi a camme, carburatori, collettori di aspirazione, teste, radiatore, candele, pistoni e altri pezzi. Alcune aziende sono famose in tutto il mondo per i loro prodotti cosicchè mettere qualcosa di speciale sotto il cofano è un po’ come avere un autografgo sulla propria auto: ogni pezzo speciale è facile da identificare e mostra con orgoglio il nome della fabbrica, grafiche, colori, finiture particolari. Così è più facile identificarli e aver eun’idea di come il motore si comporta. Probabilmente le leggi ed i codici aiutano questo sistema: altri paesi (come sfortunatamente l’Italia) sono molto restrittivi su questi argomenti e di conseguenza chi vuole modificare la propria auto deve cercare di nascondere ciò che non è permesso per evitare multe e sanzioni. Le firme che voi appassionati riconoscerete  ad un primo sguardo sono Edelbrock, Msd, Mopar, Holley giusto per citarne alcuni. Tutto ciò che consideriamo senza senso sulle nostre strade diventa così giusto durante queste manifestazioni. Come avrete notato ho un debole per le muscle, specialmente alcuni capolavori coem la ovviamente verde Plymouth ‘Cuda, Mustang Mach1, Pontiac Gto, Mustang Boss 302, Dodge Challenger, Chevy Camaro e molte altre. In questi casi potete vedere la differenza tra andare solamente veloci e divertirsi: molte auto contemporanee hanno prestazioni e velocità da fuori di testa ma scommetto che quasi chiunque là fuori vorrebbe sedersi in una Muscle car e farsi un giro. E’ tutto in base a quello che senti , ci si può godere un giro a 60 all’ora ed annoiarsi in uno sparo a 200 all’ora. credo che le auto speciali siano proprio quelle che ti fanno sentire alla grande a 60 all’ora.

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