Porsche 956-962

In my Porsche hall of fame the 956-962 is one of the most apprecated machine. Altough its image isn’t perhaps recognizable as the 935 or 917, this is one of the most succesful endurance racing cars of all times. I consider it a truly pragmatic mechanical work: everything is in its place, every part has its function, there’s no fancy adds here. To underline how good this project was we can say that it has been competitive for something like 10 years: not a common feature in motorsport. The 956 could be considered the archetype of a Group C car:simple and effective, good downforce, powerful and reliable engine, great performance. It won four times in a row the 24H of Le Mans and an enviable number of international races and championships. It was upgraded to 962 model to meet some rules’ changes but its supremacy went on through the following years. The only visible difference is the longer wheelbase (in front area) due to safety features for driver’s legs. Watching the car in action i was impressed obviously by its speed and by the easyness in reaching the limit: i was expecting some wild noise but it’s curiously quiet (what a pity!). The 956 is a 30 years old project but the cornering speed, balance and composure when it jumps in fast corners is just impressive: the demonstration that a well designed mechanical package could still be dramatically effective. In these images you can see a 956 (n°12, driven by Russell Kempnich), a 962 (n°8 driven by Peter Harburg and Wayne Park) and a 962c (n°64 driven by Jean-Marc Merlin).

Nella mia “Hall of Fame” personale sulle Porsche la 956-962 è una delle vetture più apprezzate. Anche se la sua immagine non è magari subito riconoscibile come ad esempio la 935 o la 917, questa è una delle auto per gare di durata più vincenti di tutti i tempi. La considero un vero esempio di lavoro meccanico pragmatico: ogni cosa è al suo posto, ogni parte ha la sua funzione, non ci sono stranezze qui. Per sottolineare la bontà di questo progetto possiamo ricordare che è stat competitiva per qualcosa come dieci anni: non proprio un fattore comune nelle competizioni motoristiche. La 956 può essere considerata l’archetipo di un’auto Gruppo C: semplice ed efficace, buona deportanza, motore potente ed affidabile, ottime prestazioni. Vinse per quattro volte di fila la 24 ore di Le Mans ed un invidiabile numero di corse e campionati internazionali. Venne introdotta la versione 962 per andare incontro ad alcuni cambiamenti nei regolamenti ma la sua supremazia proseguì negli anni seguenti. L’unica differenza visibile tra le due vetture era nel passo allungato (specie nella parte frontale) necessario per migliorare la sicurezza delle gambe del pilota. Osservandola in azione ero ovviamente impressionato dalla velocità e dalla facilità nel raggiungere il limite: mi aspettavo un rumore forte e selvaggio ma è stranamente silenziosa (peccato!). La 956 è un progetot vecchio ormai di trent’anni ma la sua velocità di percorrenza, bilanciamento e compostezza quando si lancia nelle curve veloci è davvero impressionante: la dimostrazione che un pacchetto meccanico ben progettato può ancora essere tremendamente efficace.  In queste immagini potete vedere una 956  (n°12, guidata da Russell Kempnich), a 962 (n°8 guidata da Peter Harburg e Wayne Park) e una 962c (n°64 guidata da Jean-Marc Merlin).

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