In Rust We Trust

This bike (kind of Frankenstein, don’t you think?) belongs to a guy – Giuliano Uristani – i met at Rombo di Tuono 2011. It’s called “In Rust We Trust” and it’s a Triumph t140 from 1973: it has been restored with custom fabricated parts to achieve the target of a unique piece. The list of modifies is quite endless and talking with Giuliano i could understand his unbelievable passion and dedication to this project. So, let’s start.

The bike, as we mentioned before, is a Triumph  T140V oil in frame from 1973: Giuliano bought it from its original owner who received it in 1976 directly from England because ’73 models were not officially importe din Italy. In fact it’s equipped with a 725 cc engine but later versions used a 750 cc unit. Modifies have started in july 2010: at the beginning our friend’s aim was to restore some details keeping it almost stock…but as you see he got carried away!

Frame and tires mesaures are the same of the original model, only a reinforcement tube has been added under the saddle: rear suspensions have been replaced by a couple of metal sticks so the back of the bike is 120 mm lower.

Rear mudguard is a modeled 2,5 mm alluminium plate: it’s partially upholstered to obtain a small saddle.

New alluminium rims have been installed: 2.15″ x 19″ with a Avon Speedmaster 3.25″ x 19″ on the front and 3,5″ x 18″ with an original Avon Road Racer 4.10″ x 18″ found on Ebay.uk on the rear. Back wheel has an 8″ conic hub with a mechanic drum brake.

Questa moto (ha qualcosa di Frankenstein, non trovate?) appartiene ad un ragazzo – Giuliano Uristani – che ho incontrato al Rombo di Tuono 2011. Si chiama “In Rust We Trust” ed è una Triumph t140 del 1973: è stata restaurata e modificata con parti costruite appositamente per raggiungere l’obiettivo di in mezzo unico. La lista delle modifiche è pressochè infinita e parlando con Giuliano sono stato in grado di capire la sua incredibile passione e dedizione a questo progetto. Per cui cominciamo.

La moto, come dicevamo, è una Triumph T140V oil in frame del 1973: Giuliano l’ha comprata un paio d’anni fa dal suo prooprietario originale che la fece arrivare direttamente dall’Inghilterra nel 1976 visto che gli esemplari del ’73 non erano ufficialmente importati in Italia. Infatti è equipaggiata con un bicilindrico 725 cc mentre le versioni successive utilizzavano un’unità da 750 cc. Le modifiche sono iniziate nel luglio 2010: all’inizio l’intento del nostro amico era semplicemente risistemare qualche dettaglio e tenerla pressochè immacolata…ma come vedete si è fatto un po’ prendere la mano!

Il telaio e le misure degli pneumatici rimangono quelli del modello di serie, solo una traversa di rinforzo è stata aggiunta sotto la sella: le sospensioni posteriori sono state rimpiazzate da un paio di stecche metalliche che abbassano il posteriore della moto di ben 120 mm.

Il parafango posteriore è modellato con alluminio da 2,5 mm di spessore: è parzialmente rivestito in modo da ottenere una piccola sella.

Sono stati installati nuovi cerchi in alluminio: all’avantreno un 2.15″ x 19″ con una gomma Avon Speedmaster 3.25″ x 19″ mentre al posteriore trova posto un 3,5″ x 18″ con una Avon Road Racer originale da 4.10″ x 18″ trovata su Ebay.uk. La ruota posteriore ha un mozzo conico da 8 pollici con freno a tamburo meccanico.

The front forkes are stock but there are new shorter (-50 mm) springs coming from a track spec vintage Honda: their cases are specifically built using a calender.

The handlebar is a 200 mm Gilera Enduro: it has been worked with a hammer (like the mirror) to obtain an old-looking flavour.

The front pin has been completely re-built in steel in order to use a conic hub with a drum brake taken from an older Triumph. The forks have been partially modified to house these new parts.

The headlight is an originale vintage Bates with a yellow fog light (now replaced with a mopar 5″ light).

On the left side we find the licence plate and over it a fuck tailight coming from the States.

The fuel tank is from a 60s’ Bianchi motorcycle: it has been cut an adjusted for the shape of the Triumph frame, with a dedicated  gas tap. The color has been left untouched to mantain the vintage effect. Giuliano built by itself the gas cap with a lathe using an encoder pulley.

Le forcelle sono originali ma le molle sono state sostituite con esemplari più corti di 50 mm e più duri provenienti da una Honda impegnata nelle rievocazioni storiche in pista: i foderi sono costruiti a mano con la calandra.

Il manubrio è un 200 mm Gilera Enduro: è stato lavorato con il martello (come lo specchietto ed altri particolari) per ottenere l’aspetto “invecchiato”.

Il perno all’avantreno è stato completamente ricostruito in acciaio per poter utilizzare un mozzo conico con freno a tamburo proveniente da un altro esemplare Triumph precedente. Le forcelle sono state parzialmente modificate per ospitare questi componenti.

Il faro è un vintage Bates originale con luce gialla (ora rimpiazzato da un Mopar da 5″).

Sul lato sinistro troviamo il portatarga e sopra di esso una luce posteriore “fuck” proveniente direttamente dagli Stati Uniti.

Il serbatoio è preso da un ciclomotore Bianchi degli anni 60: è stato tagliato e modificato per adattarsi alla forma del telaio Triumph, con un rubinetto della benzina dedicato. Il colore è quello originale per mantenere l’effetto generale. Giuliano si è costruito da solo il tappo al tornio usando la puleggia di un encoder.

Also the finned battery case has been hand built.

The exhaust is one of the most recognizable part of the project: it’s a 2 in 1 made of various components coming from anywhere. The 2 headers are from a 2 cilynders Laverda , the following  line comes from a junk yard and the s pipeline is built using 16 inox pieces welded together.

Going on in the engine compartment we find a Pacific oil radiator, the clutch pressure plate of the stock clutch has been replaced with an alluminium daisy disk from Holland. The eletric oil bulb has been replaced with a 2″ gauge…a Cev speedometer from  a Ducati has been fixed to a stirrup.

The primary transmission has been uncovered and a new drilled carter has been built using 2,5mm alluminium plates. A Fazon electronic ignition has been installed to give the engine better functioning and response.

It’s important to remark that all these operations have been accomplished by Giuliano himslef and some friends (special thanks to NippoMirko) that helped him to realize some of the most challenging works. This bike is in a non-stop development so i’m sure now that i’m publishing this post it would look a bit different: and i’m sure it will be different still next time i’ll get to see it!

I want to say sorry to you readers an to Giuliano because i din’t manage to report all the data i had about his bike and most of all for the lack of images: i wanted to grab all the details and crazyness of this ride but there was little time, little space and lot of visitors. Hope to remedy in the future!

Anyway “objects” like this are living marks of passion and skill: a demonstration that it’s possible to create something unique with our own hands and ideas. Giuliano is really involved in the custom movement and he runs a blog where we can find further informations on his bike, life, friends…go to check it!

Anche l’alloggiamento alettato della batteria è stato costruito su misura.

Lo scarico è senza dubbio uan delle parti più riconoscibili del progetto: è un 2 in 1 costituito di vari elementi provenienti un po’ da ovunque. I 2 collettori sono di una bicilindrica Laverda, il pezzo successivo proviene da un rottamaio ed il tratto ad “S” è formato da 16 pezzi di acciaio inox saldati insieme.

La trasmissione primaria è stata aperta ed è stato sistemato un nuovo carter forato costruito a mano con alluminio da 2,5 mm. Un’accensione elettrica Fazon è stata installata assieme ad una nuova bobina per rendere più regolare e pronta la risposta del propulsore.

E’ importante sottolineare che tutte queste lavorazioni cono state portae avanti dallo stesso Giuliano e da alcuni amici (menzione speciale a NippoMirko) che lo hanno aiutato nel realizzare alcuni dei passaggi più impegnativi. Questa moto è in uno sviluppo continuo e sono sicuro che mentre sto pubblicando questo articolo sarà già un pochino diversa, e lo sarà ancora di più la prossima volta che la vedrò!

Voglio scusarmi con voi lettori e con Giuliano per non esser eriuscito a riportare tutti i dati e informazioni a proposito della sua moto e soprattutto per le poche immagini: volevo catturare tutti i dettagli e la pazzia del suo mezzo ma c’erano davvero poco tempo, poco spazio e troppi visitatori. Spero di rimediare in futuro!

In ogni caso “oggetti” come questi sono testimonianze viventi di passione e capacità: una dimostrazione che è possibile creare qualcosa di unico con le proprie mani e le proprie idee. Giuliano è parecchio coinvolto nel movimento custom ed ha un blog dove si possono trovare numerose altre informazioni su di lui, la sua vita, la sua moto, amici, contatti…andatevelo a vedere!

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