Pureblood racers @ Motor Bike Expo

Events like Motor Bike Expo in Verona are always a good occasion to see racing motorcycles in the flesh: and MotoGp ones are for sure the most appreciated. I can say that it’s one of the few categories i haven’t seen on track in my experience so i’m always very curious when i come across one of them. It was a really bad year for Valentino Rossi and his new Ducati so i was asking which would have been my reaction in seeing this ride: well obviously it’s superbly designed and assembled but it gives a strange impression if compared to its rivals. While you’re looking at it  the Desmosedici seems a bit too big and its layout not enough front-oriented. Also the position of the saddle suggest an “old-style” structuring.

Eventi come il Motor Bike Expo di Verona  sono sempre un’ottima occasione per vedere moto da corsa in “carne ed ossa”: e le MotoGp sono di sicuro le più ammirate. Posso dire che si tratta di una delle poche categorie a cui non ho assistito nella mia esperienza sulle piste per cui sono sempr emolto curioso quando c’è la possibilità di imbattersi in una di esse. E’ stato un pessimo anno per Valentino Rossi e la sua nuova Ducati per cui mi chiedevo che reazione avrei avuto nel vedere il suo mezzo: c’è da dire che, come ci si può apsettare, la Desmosedici è progettata ed assemblata in maniera superba ma rimanda impressioni strane se confrontata con le rivali. Mentre la si osserva sembra un po’ troppo voluminosa ed il suo schema appare poco caricato sull’avantreno. Anche la posizione della sella suggerisce una posizione di guida un po’ più “retrò”.

The Yamaha M1 is a praise to simplicity: you could confuse it with an upgraded everyday-sport production bike. It keeps a side exit exhaust (with a ridiculous silencer that looks like a beer can) and a simple shape. The 3 tones livery helps in reaching this visual result.

La Yamaha M1 è un elogio alla semplicità: la si potrebbe quasi confondere con una versione da gara di una sportiva di produzione. Mantiene lo scarico singolo sul lato destro (con un silenziatore ridicolo tanto da assomigliare a una lattina di birra) e linee fluide. La livrea a tre toni contribuisce a raggiungere questo effetto visivo.

There were no Factory Honda from Repsol Team so it was impossible to compare the 3 main brands involved in the top category but The RC212V from Team Lcr was useful to have an idea. The bike looks more conventional on the front end with some interesting solutions in the rear end like the unique design of the exhaust pipes. The overall look seems less futuristic because the frame and many mechanic components are unpainted or in metal polihed silver and not black or carbon-covered like its rivals. The dashboard and cockpit zone are essential to say the least.

Purtroppo non erano presenti le Honda ufficiali del Team Repsol per cui è stato impossibile fare una comparativa completa tra i 3 marchi principali che si sfidano nella categoria maggiore ma era presente una RC212V del Team Lcr che si è rivelata comunque utile per farsi un’idea.  La moto sembra più convenzionale nella parte frontale con alcune soluzioni interessanti nel retrotreno come la forma unica dei collettori di scarico. L’immagine generale risulta un po’ meno futuristica per via del fatto che telaio e numerose parte meccaniche  non sono verniciate o sono lasciate in metallo lucido invece che essere colorate di nero o coperte di carbonio come sulle rivali.  La strumentazione e la zona del cupolino sono a dir poco essenziali.

The Ducati 1198 from Team Pata Sbk – La Ducati 1198 del Team Pata SBK

I also grabbed these 4 details of one of the legendary rides of Troy Bayliss. This is the 999 from 2006 that gave him its second World SBK title. I wasn’t a great fan of this model, its probably one of the less succesful Ducati (aesthetically speaking). It’s exciting to be in front of it with those big 21  on the tail and the name of the rider on the the screen. The exhaust muffler was probably the ugliest part of the whole project with its boxy design: anyway it’s a peculiar detail so it’s worth to shoot at it.

Ho catturato anche 4 immagini relative ai dettagli  di una delle leggendarie moto di Troy Bayliss: Questa in particolare è la 999 del 2006 che gli consentì di portarsi a casa il suo secondo mondiale. Non sono mai stato un grande fan di questo modello, probabilmente uno dei meno riusciti (parlando del lato estetico). E’ davvero eccitante essere di fronte a qui grossi numeri 21 sulla coda ed al nome sul vetro del cupolino. Il terminale di scarico è probabilmente la parte più brutta dell’intero progetto con il suo disegno così “scatoloso”: in ogni caso è una delle peculiarità per cui vale la pena dedicargli uno scatto.

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