Stock Car Team Secrets

Time for another book review. As you can guess by the title we’re speaking of Nascar: stock car racing isn’t so popular here in Europe (people don’t understand the complexity involved in keeping a car on a track at 200 miles  per hour for more than 200 laps) so it’s quite difficult to find something about it. Things are going better now: internet allows enthusiasts in every part of the world to follow races and backstages but being a newcomer i wanted to know more about this world and its history. This book from Bruce Martin, ESPN car-racing journalist, seemed to be a good way to start.

É l’ora di un’altra recensione. Come avrete capito dal titolo questa volta si parla di Nascar: le gare di questo tipo non sono popolarissime in Europa (molti non hanno la competenza e l’interesse necessario a capire la complessità e la difficoltà di gestire questi bolidi a oltre 200 miglia l’ora per più di 200 giri) per cui non è facile trovare materiale su di esse. Certo, grazie ad internet è ora possibile per gli appassionati essere aggiornati in qualsiasi angolo del mondo, seguire gare e retroscena ma essendo un nuovo arrivato in questo mondo volevo saperne di più sulla sua stoira e sulle sue dinamiche. Questo testo di Bruce Martin, giornalista sportivo  della ESPN specializzato in motori , sembrava la scelta giusta.

This book is a good occasion to become used to some of the most common terms in Nascar Racing and to all its distinctive features. I have to admit i had big expectations about mechanics and regulations in particular but i noticed htat the text is more focused on communications and interations beetween  driver and team.

Questa pubblicazione è un’ottima occasione per diventare un po’ più avvezzi ad alcune delle terminologie più comuni della Nascar ed alle sue peculiarità. Devo ammettere che nutrivo grandi aspettative specialmente riguardo la meccanica e le regolazioni ma mi sono accorto di come il testo sia molto più concentrato sulla comunicazione e l’interazione tra pilota e squadra.

And there’s a reason for that: the relationships among crew members are by far one of the key factors in this sport: it’s important to remind that in early 90s (the period which this book refers) as well as nowadyas you can’t use telemetry on the cara. All the informations the team need to set up the car are brought by the driver and there’s no other ways to grab data on how the car behaves on the track.

E c’è una ragione per questo: le relazioni tra i membri della squadra sono in assoluto uno dei fattori chiave in questo sport: è importante ricordare che nei primi anni 90 (il periodo cui questo testo fa riferimento) esattamente come oggi non era possibile utilizzare la telemetria sulla macchina. Tutte le informazioni di cui il team ha bisogno sono portate dal pilota e non c’è altro modo per raccogliere dati su come la vettura si comporti in pista.

It’s the same situations you could have come across in 70s Formula1 grid more ore less: less electronics, more analogic instruments and more tarditional approach. This doesn’t mean that there’s no research and excelence in every step of the precess. It’s a common mistake to udervalue the performances and stresses of these races: you can think that an angine with no over head camshaft but with rocker arms is a residue from the past but the development of these units has never stop. To give you an idea their output is now up to 900 hp, revving near 10 thousands rpm, pretty impressive for an “old style” 5.7 v8.

É grosso modo lo stesso scenario in cui ci si poteva imbattere sulla griglia di partenza della Formula 1 degli anni 70: meno elettronica, più strumenti analogici ed un approccio molto tradizionale. Questo non significa che non ci sia ricerca ed eccellenza in ogni passo del processo. É un errore comune sottovalutare le prestazioni e le sollecitazioni di questo tipo di gare: si può pensare che un motore ad aste e bilancieri sia un residuo del passato ma lo sviluppo di questi propulsori non si è mai fermato. Per darvi un’idea la loro potenza ha ormai raggiunto i 900 cavalli ad un regime di rotazione prossimo ai diecimila giri, piuttosto significativo per un v8 5,7 l “vecchio stile”.

To show how basic the cooperation beetween driver and crew chief is, there are two chapters dedicated to the anlysis of two great figures in this sport: Ray Evernham and Robin Pemberton, respectively crew chief of Jeff Gordon the first and Rusty Wallace, Mark Martin and Kyle Petty the second. These long  career biographies refer about their start, alla the hard work they need to face to get to the top, the efforts to stay there, the special realtionships with thier driver, the mechanical and most of all psychological side of the combination.

Per sottolineare quanto fondamentale sia la  cooperazione tra il pilota ed il suo capo meccanico ci sono due capitoli dedicati all’analisi di due grandi personaggi di questo sport: Ray Evernham e Robin Pemberton, rispettivamente capomeccanico di Jeff Gordon il primo e di Rusty Wallace, Mark Martin e Kyle Petty il secondo. queste dettagliate biografie sulle loro carriere ci parlano dei loro inizi, del duro lavoro che affrontarono per raggiungere la vetta,gli sforzi per rimanere ai massimi livelli, il rapporto speciale con i loro piloti, il lato tecnico e quello psicologico della combinazione.

Going on through the chapters you’ve the opportunity to get a lot of informations about the Nascar way of life, how hard teams have to work duringthe 36 races season in a non-stop collective effort, how do  team members and drivers relate with team owners and sponsors, why North Carolina, Charlotte and Mooresville are considered the house of Nascar Racing and so on. All these facts and notions help us in giving shape to a more honest and conscious approach to this kind of racing.

Proseguendo nei capitoli è possibile ottenere una marea di informazioni sullo stile di vita Nascar, su quanto duramente le scuderie debbano lavorare durante la lunghissisma stagione di 36 gare in uno sforzo collettivo ininterrotto, su come piloti e membri della squadra si relazionino con i proprietari e con gli sponsor, sul perchè il North Carolina, Charlotte e Mooresville siano considerate la “casa” della Nascar e via dicendo. Tutte queste nozioni, aneddoti e notizie ci aiutano indubbiamente a creare un approccio più onesto e consapevole nei confronti di questa disciplina.

I think it’s mandatory to go beyond “love or hate” situations when it comes to get a true motorsport culture. Yeah, everyone has preferences, favourite drivers, tracks, championhips but you have to know the whole universe to discover what’s your field. For example i considered stock car racing boring, not so challenging and full of overrated drivers using stupid old and heavy vehicles. But once i started to search images and videos about it i found out a hidden world i didn’t expect to exist: that’s why now i stay awake till late to follow sprint cup series and nationwide series on streaming.

Ritengo sia praticamente obbligatorio andare oltre le questioni di “amore/odio” quando si tratta di formarsi una vera cultura sugli sport motoristici. Certo, ognuno ha le sue preferenze, piloti tracciati e campionati preferiti ma bisogna conoscere più possibile dell’interno universo per comprendere qual’è il proprio filone. Per esempio io consideravo le gare sugli ovali noiose e poco significative a livello tecnico, piene di piloti sopravvalutati. Ma una volta iniziata una ricerca più approfondita di immagini e filmati mi sono accorto dell’esistenza di questo mondo “nascosto” di cui nemmeno sospettavo l’esistenza: per questo motivo ora passo innumerevoli nottate in piedi fino a tardi per seguire la sprint cup e la nationwide live in streaming.

Obviously, as you probably noticed, this publication is full of great pics which help in getting involved in this world. It’s incredible to see that some of this guys are still in business 20 years later!

Ovviamente, come avrete probabilmente notato, questa pubblicazione è ricca di magnifici scatti che contribuiscono a coinvolgerci nell’atmosfera di questo mondo. É incredibile constatare che alcuni dei personaggi sono ancora ai vertici oggi, 20 anni dopo!

On the technical side there are some section dedicated to the main features of a sprint cup car set up and drive style: it’s important to get used to some terms and carachteristics like “tight” or “loose” because these words are probably the most common during a race. They indicate the understeer-oriented or oversteer-oriented behaviour of the car and all the things you can do to affect the handling to improve your performance and to get the car more stable and easy to drive. Everything seems so strange for European eyes but once you understand that these 1,5 tons monsters turn faster than a Formula 1 car for hundreds of times you start to show some respect.

Sul piano tecnico troviamo alcune sezioni dedicate alle caratteristiche principali del set up di un’auto sprint cup ed al suo stile di guida: è importante entrare in sintonia con alcuni termini e peculiarità come “tight” o “loose” perchè parole come queste sono tra le più comuni durante le gare. Indicano la tendenza al sottosterzo o al sovrasterzo dell’auto e tutti gli accorgimenti che si possono attuare per intervenire sul comportamento della vettura e renderla più stabile e facile da guidare. Tutto sembra strano agli occhi di un Europeo ma una volta che si comprende che questi mostri da una tonnellata e mezzo curvano più forte di una Formula 1 centinaia di volte senza sosta si inizia a maturare un certo rispetto nei loro confronti.

The last part of the book is dedicated to a now-dead series that was quite popular beetween two and four decades ago: saturday night races, Iroc (International Race of Champions). It was a quite simple idea – and like many simple ideas it worked! – to give the best racers out there a bunch of racing cars all tuned to perform exactly the same to underline the driver’s skills. This series was shut down in 2006 but it granted a good show for the specators for almost 30 years.

L’ultima parte del libro è dedicata ad una serie ormai scomparsa ma che era piuttosto in voga tra 2 e 4 decadi fa: le corse del sabato sera, Iroc (International Race of Champions). Si trattava di un’idea piuttosto semplice – e come molte idee semplici funzionava alla grande! – dare ai migliori piloti in circolazione delle auto preparate per essere tutte perfettamente  uguali per far emergere le abilità di chi le guidava. La serie è stata chiusa nel 2006 per carenza di sponsor ma ha garantito un bello spettacolo agli spettatori per quasi 30 anni.

In those years they were using very cool Pontiac Firebird-shaped stock cars in  easy-recognizing color schemes: every driver in a single color car. A team of specialized mechanics had to  work on the car to mantain the balance among them: drivers were invited by the organization but the main attractive were among american oval racers with very little interest by european and formula drivers.

In quegli anni venivano impiegate delle stock car con carrozzeria Pontiac Firebird in schemi cromatici molto riconoscibili: ogni pilota in un’auto con differente colore. Un gruppo di meccanici specializzati si occupava di mantenere il perfetto equilibrio tra le auto: i piloti venivano invitati dall’organizzazione ma questa categoria ha sempre esercitato un’attrattiva maggiore tra i corridori degli ovali con scarso interesse tra i piloti Europei e delle Formule.

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