The future is here. And it’s orange

Some cars belong to a cathegory of their own. They’re not like other ones, which follows marketing rules or productions needs. For this reason they can only see the light once in a decade or more, maybe two. It was 1993 when McLaren presented something that changed the history of high performance automotive industry: the F1. That machine used all the best solutions of its era, some of them were used for the first time on a road-going vehicle and some of them are still futuristic nowadays: lightweight construction, carbon monocoque, gold plated engine bay, advanced aerodynamics, central driving position and many more. Mclaren P1

Alcune auto appartengono ad una categoria tutta loro. Non sono come le altre, che devono seguire regole di marketing o esigenze produttive. Proprio per questo esse possono vedere la luce sono una volta ogni decennio o più. Era il 1993 quando la McLaren presentò un progetto che si sarebbe rivelato uno dei punti di svolta dell’industria automobilistica : la F1. Quella vettura utilizzava tutte le migliori soluzioni della sua era, alcune di esse vennero impiegate per la prima volta su di un’auto stradale e risultano innovative ancora oggi: monoscocca in carbonio, costruzione con materiali leggeri, vano motore foderato in oro, aerodinamica avanzata , posizione di guida centrale e molte altre.

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It’s easy to understand you cannot design and build a car with such a level of technology every year but you’ve to wait until a whole new step in every field is made, sometimes more than one. So, 20 years after the men at woking came out with this astonishing project that keeps all the legacy of its predecessor but explores new ways in building performance. Where the “old” F1 was simple and pragmatic the P1 becomes more exotic and advanced in its fluyd dynamic-sculpted shape. Watching them with only few meters among them is really a lesson in history of hypercars design: the p1 takes every aspect of the actual technical knowledges to its max, estabilishing the new standards of pruduction vehicles.

Mclaren P1

É facile capire come non sia possibile progettare un’auto con un simile livello tecnologico ogni anno ma sia necessario attendere fin quando un’intero nuovo salto tecnologico viene compiuto in ogni settore, a volte anche più d’uno. Quindi, 20 anni dopo, gli uomini di Woking hanno tirato fuori questo incredibile progetto che mantiene l’eredità della sua progenitrice ma esplora nuove vie nella ricerca della massima prestazione. Laddove la “vecchia” F1 era semplice e pragmatica la P1 diventa esotica e ricercata nelle sue avanzate linee scolpita dalla fluidodinamica. Guardare queste due vetture separate solamente da pochi metri è una vera lezione di design della perfetta hypercar: la P1 porta ogni aspetto delle attuali conoscenze tecnologiche al suo apice, stabilendo nuovi standard nei veicoli di produzione.

Mclaren P1

What amazes me the most is how low and skinny its body really is: photos don’t give the correct perception you have seeing it in the flesh. The front end in my opionion it the less impressive part because it doesn’t carry any particular familiar feeling or detail that spreads anything more than mere function. The only concession to style is the logo-shaped headlights that embrace the big black mask that incorporate air intakes for cooling and brakes.

McLaren F1

Ciò che più mi stupisce è quanto bassa e rastremata la carrozzeria realmente sia: le foto non riescono a restituire la corretta percezione che si ha vedendola dal vivo. La parte frontale è a mio avviso la meno impressionante poichè non esprime nessun particolare family feeling o dettaglio che vada oltre la mera funzionalità. L’unica concessione allo stile sono i gruppi ottici che richiamano il logo della casa ed abbracciano la grande maschera nera che incorpora le aperture per radiatori e condotti per il raffreddamento dei freni.

Mclaren P1

The lateral section shows how they managed to use the same line of the F1 for the windows, a really cool idea if you ask me. The black panels resemble a mirrored windows and they integrate the air intakes for radiators and intercoolers which obvioulsly are side mounted being the P1 a mid-engine based layout car. And then comes the best of it all: the rear fenders and how they degrade in the ultra-low engine/transmission cover. I know it’s a bit eccentric to use the word “sexy” for a mix of carbon fiber and ultralight metals and alloys but believe me, those curves are so similar to a woman hips like only ’50/’60 streamlined sport cars could be.

Mclaren P1

La vista laterale evidenzia il ricorso alla stesse linee della F1 per la finestratura laterale, un’idea davvero interessante a mio avviso. I pannelli neri delle fiancate danno l’effetto di finestrini specchiati e integrano le prese d’aria per radiatori ed intercoolers che sono ovviamente montati nelle fiancate essendo la P1 un’auto basata su un layout a motore centrale. E poi si giunge alla parte migliore: i passaruota posteriori ed il loro caratteristico andamento nel congiungersi con la bassissima copertura di motore e trasmissione. So che è un po’ eccentrico utilizzare la parola “sexy” per un concentrato di carbonio, metalli ultraleggeri e leghe avanzate ma credetemi, quelle curve sono la cosa più simile ai fianchi di una donna dai tempi delle meravigliose sports car degli anni 50/60.

Mclaren P1

The back of the car is a violent interruption of those smooth flows and reminds to something coming from a spaceship or an evil robot: there are no conventional tail-lights but only led stripes on the border of the body panels. Every detail is finalized to evacuate the biggest amount of hot air from the engine bay. The exhaust sits high in the center and underneath we find the huge extractor with many advanced little aerodynamic devices to enhance its effect.

Mclaren P1

La zona posteriore rappresenta una violenta interruzione di quel flusso così armonioso e ricorda qualcosa più appartenente a un ambito spaziale/robotico: non ci sono luci convenzionali ma delle strisce di led lungo il bordo dei pannelli. Ogni dettaglio è finalizzato per evacuare la maggior quantità possibile di gas caldi dal vano motore. Lo scarico è posto in alto, al centro, e sotto di esso è ricavato un enorme estrattore dotato di una serie di accorgimenti e appendici aerodinamiche per incrementarne l’efficacia.

Mclaren P1

Thanks to them the bodywork itself can generate a stunning amount of downforce but when the maximum level is needed a huge rear wing come out of the shape of the rear end and lift 30 cm high: its form is really something different from what we’re used to. Being most of the time hidden in the overall shape of the body it presents a very complex design and when it’s pushed up it has a robotic feel due to the deep concavity and the long cut that goes throught the all lenght of the piece.

Mclaren P1

Grazie ad esso ed al design generale il corpo vettura può generare una deportanza davvero significativa ma quando il livello massimo è richiesto una gigantesca ala posteriore fuoriesce dalla linea della parte terminale e si innalza 30 cm al di sopra della carrozzeria: la sua struttura è qualcosa di piuttosto differente da ciò a cui siamo abituati. Rimanendo per la maggior parte del tempo affogata all’interno del corpo vettura essa presenta una morfologia molto complessa e quando è estratta dà l’impressione di un pezzo robotico grazie alla sua profonda concavità ed alla lunga soffiatura che corre per tutta la sua lunghezza.

Mclaren P1

Unlike Ferrari, Lamborghini, Aston Martin or Pagani, Mclaren really believes in downsizing so they kept the same engine from the MP4 -12C only boosting it “a bit” to around 750 hp: it’s a 3.8 bi-turbo v8 that comes directly from Nissan Endurance prototypes of late 90s and it allows engineers to save a lot of space compared t othe volumes of a more than 6 liters v12. It is matched to a 180 hp eletric motors that steps in when the over 700 hp of the internal combustion engine are not enough (sounds strange but power is never enough).

Mclaren P1

Diversamente rispetto a Ferrari, Lamborghini, Aston Martin o Pagani, McLaren sembra avere forti convinzioni in merito al downsizing, tali da spingerli a conservare il medesimo propulsore già presente sulla MP4-12C ma portandolo intorno ai 750 cavalli: si tratta del 3.0 litri v8 biturbo proveniente direttamente dall’esperienza Nissan nei prototipi Endurance dei tardi anni ’90 ed ha permesso agli ingegneri di risparmiare una significativa quota di spazio in confronto a un v12 da 6 litri e oltre. É collegato ad un motore elettrico da 180 cavalli che interviene quando gli oltre 700 cavalli dell’unità a combustione interna non sono sufficienti (può suonare assurdo ma la potenza non è mai abbastanza).

Mclaren P1

In these pics the P1 looks even more manacing thanks to its stanced layout: when race option is enabled, the suspension are lowered by 50 mm making the car fly really really low above the track.

Mclaren P1

In queste immagini la P1 appare ancora più minacciosa grazie al suo assetto ultra-ribassato: quando infatti si sceglie la modalità di gestione più estrema, le sospensioni si abbassano di 50mm consentendo alla vettura di volare sull’asfalto a pochissimi cm dal suolo.

Mclaren P1

Next time i’ll be talking about the P1 main contender, LaFerrari with its odd name and out-of-mind figures. stay tuned!

Mclaren P1

Presto sarò qui per parlarvi della principale rivale di questa P, “LaFerrari”, con il suo stupido nome e le sue incredibili credenziali. Continuate a seguirmi!

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